INTERVISTA APPARSA SU "L'OPINIONE" di Giovedi, 25 agosto 1994
"Stavo chiacchierando con un mio amico, che è il manager di una grossa azienda di informatica, quando il discorso è andato sulle gare di appalto indette dalla Pubblica amministrazione". Roberto Cicciomessere, radicale "storico" e presidente di Agorà Telematica, si è imbattuto così, quasi per caso, nei bandi di gara della Difesa e del Tesoro oggetto di una interrogazione parlamentare dei Riformatori e di una denuncia di Marco Pannella alla procura di Roma.
Due "gare" preparate poche ore prima dell'insediamento del governo Berlusconi, in cui vengono richiesti oltre 2000 "sistemi di videoscrittura" con caratteristiche tali da permettere soltanto all'azienda di Carlo De Benedetti di concorrere e vincere. Smaltendo, così, fondi di magazzino obsoleti e ormai da tempo fuori dal mercato.
Come si è accorto che nei bandi di gara c'era qualcosa di strano?
"Una delle "paroline magiche" che mi hanno insospettito è stata la richiesta, da parte di Tesoro e Difesa, di macchine con "capacità dattilografica senza l'ausilio del video". Una caratteristica - totalmente inutile - che possiedono esclusivamente alcuni prodotti Olivetti".
Perchè i Riformatori, nella loro interrogazione, parlano di macchine inefficienti e fuori dal mercato?
"Questi sistemi di videoscrittura sono, in pratica, dei personal computer con un sistema operativo "proprietario". E quindi non in grado di assicurare compatibilità con altre macchine. Oggi, a nessuna persona ragionevole verrebbe in mente di comprare un sistema di videoscrittura. Anche perchè, per grandi forniture, ad un prezzo intorno al milione e mezzo è possibile acquistare un p.c. dell'ultima generazione, completo di software per scrivere, e magari una stampante a getto d'inchiostro. Non "a margherita", come espressamente richiesto dai bandi di gara ministeriali..."
Anche questa storia delle stampanti a "margherita" solleva più di un sospetto...
"E' un altro particolare sintomatico. Come il fatto che venga richiesta una stampante per ogni macchina. Se ci si fosse orientati verso normalissimi personal computer, che si possono mettere in rete, sarebbe bastata una stampante di buona qualità, come quelle al laser, ogni dieci macchine. Ma così, evidentemente, si è riusciti a far crescere vertiginosamente il prezzo della vendita".
Ma si tratta davvero di sistemi obsoleti?
"Certo. Basta pensare che sono macchine basate sul microprocessore 8086 della Intel, l'antenato delle cpu oggi utilizzate dai personal computer. Oggi, se volessi comprare qualcosa di analogo, dovrei andarlo a prendere in Tanganica. Anche se forse, in Africa, orami si adoperano computer taiwanesi molto più potenti. Io sono un appassionato di informatica, e quindi per me queste macchine potrebbero avere il valore di pezzi d'antiquariato. Ma i pezzi di antiquariato devono essere venduti ai collezionisti, non alla Pubblica amministrazione".
Lei pensa che la denuncia presentata da Marco Pannella alla procura di Roma produrrà qualche effetto?
"Penso di sì. Mi sembra un esempio di mala-amministrazione così plateale, che mi sembra impossibile che la denuncia non venga presa in seria considerazione. Due bandi di gara identici, in cui si richiedono macchine inutili, inefficienti, fuori dal mercato e prodotte da una sola azienda, non possono essere una coincidenza".