BLOCCO DELLA LOTTA CONTRO LA MAFIA?
"RIVOLUZIONE" ALL'INTERNO DELLA POLITICA ITALIANA
(Magyar Hirlap, 29 agosto 1994)
Dopo la breve pausa estiva il governo italiano venerdi' ha deciso di sostituire il capo della polizia e quello dell'ufficio investigativo antimafia.
Il Ministro degli interni, Roberto Maroni gia' la settimana scorsa aveva annunciato che all'interno del suo ministero ci sarebbero stati dei "cambiamenti rivoluzionari". Non aveva rivolto critiche al lavoro dei precedenti dirigenti, ma - ha detto - "bisogna ringiovanire". Oltre a questi cambiamenti Maroni, inoltre, ha promesso di introdurre nel lavoro del suo ministero una mentalita' manageriale che possa essere di massima efficenza per lo svolgimento dei compiti affidati.
Al posto di Vincenso Parisi e' stato nominato Ferdinando Masone nuovo capo della polizia. Parisi giovedi' ha presentato le sue dimissioni in quanto Maroni nei giorni precedenti aveva annunciato l'intenzione di sostituirlo. Il governo ha inoltre nominato i tre vice del nuovo capo della polizia: Gianni de Gennaro, ex capo della DIA (l'FBI italiano), Achille Serra, ex capo della polizia di Milano, Bruno Ferrante, ex vicepresidente del gabinetto del ministero dell'interno. All'antimafia (DIA) il governo ha chiamato Giovanni Verdicchio, ex generale della Guardia di Finanza specializzato nella lotta alla malavita organizzata.
Non tutti, pero', sono d'accordo con i nuovi cambiamenti del governo. Marco Pannella, leader di un piccolo gruppo parlamentare all'interno della coalizione governativa, mette degli ostacoli alla nomina di Masone, uomo del passato regime. Pannella attacca Masone, ex capo della polizia romana durante gli anni 70 e afferma che ancora non sono stati chiariti i suoi comportamenti durante gli anni del terrorismo, quando rapirono ed ammazzarono il presidente del Consiglio Aldo Moro.
I partner neofascisti della coalizione governativa, invece, hanno affermato che le nomine effettuate sono improntate da saggezza.
La magistratura esprime un giudizio di preoccupazione per il richiamo di Gianni de Gennaro, soprannominato il "Dick Tracy italiano", ex capo della DIA. Secondo loro questo potrebbe significare una minore intensita' del governo nella lotta contro la mafia.