Roma, 31 agosto 1994
DICHIARAZIONE DI GISO AMENDOLA - SEGRETARIO NAZIONALE PER LA RIFORMA DELLA STATO E LA GIUSTIZIA DEL MOVIMENTO DEI CLUB PANNELLA
"Le contraddizioni - o, piuttosto le confusioni, - agitanti la maggioranza in questi giorni sul disegno Biondi confermano, una volta in più, l'attuale incapacità di impostare un programma riformatore liberal-democratico sulla giustizia.
Dovrebbe essere precisa responsabilità proprio di chi, come Alleanza Nazionale, sottolinea le necessità di ordine pubblico e di sicurezza, impegnarsi di conseguenza a fornire da subito alla magistratura di sorveglianza gli strumenti necessari a decongestionare l'esplosiva situazione carceraria, così come non dovrebbero essere parti di una maggioranza che ha ricevuto un voto popolare anche di liberazione dall'emergenzialismo DC - PCI ad annunciare con tanta fermezza l'intenzione di reiterare sine die provvedimenti che di quella cultura portano ogni crisma.
Si preferisce invece proseguire con il festival delle dichiarazioni urlate, agitare continuamente ed in modo strumentale la preoccupazione per il tangentista o il boss mafioso e trascurando sempre il riferimento alla cancerosa situazione generale, con l'inevitabile esito di seminare così l'incertezza nel corpo sociale e distribuendo pericolosissime docce scozzesi al mondo delle carceri: un bel risultato davvero per chi si dichiara paladino dell'Ordine e cacciatore di virus garantistici.
Si esca dalla palude, fissando le linee generali di una complessiva riforma, a cominciare da quella dell'ordinamento giudiziario, solo una volta chiarito e fissato il traguardo, la prudenza potrà acquistare valore di saggezza politica; altrimenti, come il ministro Biondi avrà finalmente avuto modo di sperimentare, essa genera solo timidezza ed incertezza, ed apre la porta a tutti i demagoghi dell'Emergenza, di maggioranza e di opposizione."