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Agora' Agora - 2 settembre 1994
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI: PRIMO FIRMATARIO LORENZO STRIK LIEVERS

Roma, 1 settembre 1994

Per sapere premesso che:

nella attuale crisi di trasformazione la nuova Russia sta attuando una apertura culturale senza precedenti, cui rispondono enti governativi e fondazioni private di tutto il mondo. Biblioteche, sale d'utenza audiovisiva, istituti di cultura, centri di informazione francesi, britannici, americani, israeliani, tedeschi sono a disposizione dei russi che intendano documentarsi sul mondo esterno; istituti di altri paesi sono aperti a centinaia di allievi che frequentano corsi tenuti da numerosi insegnanti di madrelingua;

apposite sezioni di altre Ambasciate finanziano la pubblicazione di centinaia di libri nel quadro di programmi di "assisting book culture", come quelli del British Council, del Goethe Institut, dell'United States Information Agency, o il "Programme Pouchkine" dell'Ambasciata di Francia;

chi cerca una istituzione italiana del genere a Mosca, altro non troverà che un ufficio pomposamente denominato Istituto Italiano di Cultura, seminascosto, di difficile raggiungibilità in quanto all'interno dell'Ambasciata, privo di qualsiasi struttura atta a soddisfare i potenziali utenti, con due soli impiegati; da quest'anno il Ministero per gli Affari esteri non fornisce più nemmeno un lettore italiano all'Università di Mosca;

l'editoria russa non é in grado di tradurre e di stampare, senza finanziamenti esterni, scritti destinati ad un pubblico qualificato, ma che non può acquistare libri che non siano venduti a prezzo politico; d'altra parte più volte intellettuali russi impegnati nei più diversi campi, hanno manifestato la necessità di far conoscere nel loro Paese opere italiane, é stato anche predisposto un piano pluriennale di traduzioni in lingua russa delle opere italiane segnalate dall'Accademia delle Scienze Russa;

pur se perfettamente inquadrata nello spirito della legge di riforma degli Istituti Italiani di Cultura all'estero (Legge 401 del 1990), la richiesta degli accademici russi é rimasta lettera morta, per intralci burocratici (mancata approvazione del regolamento di attuazione della legge) e per la carenza di fondi determinata dal taglio del 10% operato per il 1994 sugli stanziamenti destinati alle relazioni culturali con l'estero; il risultato é che i soli prodotti del pensiero moderno italiano in circolazione a Mosca sono le memorie di Andreotti, alcuni saggi di don Giussani e Socialismo liberale di Carlo Rosselli;

1) quale sia lo stato dei rapporti e degli accordi culturali bilaterali con la Russia;

2) se non intenda intervenire nell'ambito delle proprie competenze per accelerare l'iter burocratico relativo alla richiesta di un piano pluriennale di traduzioni di opere italiane segnalate dall'Accademia delle Scienze Russa;

3) se non intenda potenziare l'Istituto italiano della cultura a Mosca, separandolo dall'ambasciata (il crollo del sistema comunista ha provocato una relativa disponibilità di immobili), affinché anche da parte italiana ci sia un contributo al processo di modernizzazione culturale di un Paese come la Russia, dove i pregiudizi anti-occidentali sono profondamente radicati e tuttora potenzialmente pericolosi.

Lorenzo Strik Lievers

Emma Bonino

Marco Taradash

Paolo Vigevano

Elio Vito

 
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