Roma, 30 marzo 1995
"Le Procure calabre avevano preannunciato una grande operazione di cattura di oltre cinquecento persone. Ci auguriamo che il GIP - o che altro - non le segua su quella strada.
Solamente un alto grado di insipienza o di megalomania professionale puo' immaginare una operazione "giudiziaria" di tal fatta.
Occorre un esercito a disposizione, non solamente di militari, ma anche di magistrati, di cancellieri, di altro personale ausiliario, per immaginare di compiere decentemente una operazione siffatta. Occorre prevedere una marea di ricorsi, di superlavoro, per altri magistrati. Occorre anche, quindi, dare per scontato che per scoprire eventuali omonimie, palesi innocenze, errori molti dovranno attendere in carcere.... E' questo che si vuole?
E' questo il calcolo? Non potremmo invar loro il collega Di Pietro, che insegni come si lavora, anzichè distruggere il funzionamento stesso della amministrazione della giustizia."
pannella