Roma,3 Aprile 1995
Il senatore Maurizio Pieroni ha l'impudicizia di sollecitare il voto radicale, il che noi ci guardiamo bene di fare, cogliendo ogni occasione per distinguere nettamente fra Partito Radicale e Movimento dei club-Pannella Riformatori, anche se una parte della nostra vita continua ad essere dedicata all'esistenza ed alle lotte del transpartito transnazionale radicale, al quale - riconosciamolo - quest'anno Pieroni ha versato 300.000 lire, così come nel 1993.
Per il resto Pieroni non può certo parlare di "20 anni" di lotte radicali: ci siamo informati, come ciascuno può fare, presso la tesoreria del PR ed il suo Ufficio Tesseramento ( computerizzato con dati che prendono in considerazione le iscrizioni e le sottoscrizioni dal 1979 in poi ) e i suoi unici contributi in questi decenni e lustri sono quelli qui sopra segnalati.
Inoltre in senatore "verde" eletto "progressista", cioè del PDS, ha anche scarso senso del pudore: i Riformatori, com'è noto, tornano a presentarsi assolutamente da soli anche per il 23 Aprile, i "verdi" come sottocorrente pdiessina e prodiana all'ombra della Quercia e vendendo ulive, che chiamano ulivi.
Più prudente di Francesco Rutelli, Pieroni si salva, per il momento, dal rispondere in altra sede, più adeguata, delle sue eleganze.