"Oggi", 13 settembre 1995
Dialoghi di Indro Montanelli con il direttore di "Oggi"
Caro Indro, hai visto? Pannella ne ha combinata un'altra. E' riuscito a farsi arrestare solo per tre ore, ma la sua provocazione a favore della liberalizzazione degli spinelli ha scatenato un pandemonio. A molti questi suoi atteggiamenti danno sui nervi, molti altri ne subiscono il fascino. Cosa ne pensi? Lo conosci, l'hai mai frequentato?
MONTANELLI: Lo conosco, posso dire da sempre, da quando era segretario della Federazione giovanile monarchica, poiché è da lì che iniziò la sua carriera politica. Nulla di male, intendiamoci, e sarebbe da sciocchi rinfacciarglielo: a vent'anni si può ben partire dalla parte sbagliata, e per "sbagliata" non intendi dire lo fosse sul piano ideologico. Intendo un atteggiamento politicamente improduttivo. Ed è ciò che gli fece notare Mario Pannunzio, che Pannella considerava un po' il suo maestro e che, pur avendo votato monarchico come me, un giorno gli disse: "Guardi che sbagli partenza. Per fare una carriera politica, bisogna partire da sinistra, non da destra: a destra ci si arriva dopo averla fatta". Tuttavia non credo che sia stato questo saggio consiglio a far cambiare rotta a Pannella. Fu il suo temperamento, ribelle a qualsiasi catalogazione, e che ora anche a me dà sui nervi. Perché passare da destra a sinistra e viceversa, è lecito. Ma si può farlo fino a quarant'anni. Dopo i sessanta, diventa buffone
sco e sospetto.
Come mai uno come Pannella è finito nella "famiglia" di centrodestra? Sbaglio o la tradizione radicale è tutta a sinistra?
MONTANELLI: Sì, in tutto il mondo il radicalismo è, per tradizione, a sinistra. Ma fra il nome Pannella e il termine "tradizione" c'è un'assoluta incompatibilità. Quindi non sono per nulla stupito che Pannella ora militi sotto le bandiere del centrodestra. Mi stupirei soltanto se ci stesse da soldato o da alleato disciplinato, quale non è mai stato in nessuno degli eserciti con cui si è via via schierato. In una cosa sola Pannella è sempre rimasto coerente: nel fare l'amico del nemico e il nemico dell'amico.
A parte i voti (pochi), Pannella e i suoi si sono conquistati molte simpatie con i referendum. Ma ora esagerano, e rischiano il ridicolo.
MONTANELLI: Qualcuno dice che Pannella non ha in testa, come modello, nessuna delle moderne democrazie (che sono tutte "rappresentative" nel senso che il popolo non legifera direttamente, ma ne affida il compito a dei "rappresentanti" più o meno ben scelti). Avrebbe in testa la "polis" di Platone, in cui al posto della Camera c'era l'"agorà", la piazza, dove il popolo di Atene prendeva le sue decisioni. Ma allora erano solo 5000 i "cittadini" che potevano esercitare il diritto di voto. In realtà Pannella cerca di mobilitare la piazza coi referendum Perché, non avendo una forza politica di qualche consistenza, presso i "rappresentanti" rappresentata ben poco. E' un generale da armata Brancaleone, Pannella.
I radicali sono simpatici Perché non hanno mai una lira: perciò la gente pensa che rubino meno degli altri. Vivono di collette. Tu hai mai dato il tuo contributo?
MONTANELLI: L'ho sempre dato. Ma ora Pannella mi sembra irrimediabilmente scaduto nella ciarlataneria. Peccato. Di tre cose dobbiamo rendergli atto. Primo, di non aver lucrato, con la politica, una lira. Secondo, di aver combattuto alcune sacrosante battaglie civile come quella sul divorzio. Terzo, di avere, negli anni di piombo, recuperato alla non violenza una massa di giovani. Su questo capitale di meriti potrebbe vivere di rendita. Invece se lo mangia con le sue pagliacciate.
A proposito di spinelli: tu fumi sigarette, poche, ma fumi. Hai mai provato uno spinello?
MONTANELLI: No, mai. Ma forse lo debbo soltanto a un trauma giovanile, Studente a Firenze, avevo per amica una inglese di dieci anni più matura di me. Una sera mi fece annusare qualcosa che credevo una specie di tabacco bianco. Fui colto da capogiri che mi costrinsero a letto dove, in preda alla nausea e agli incubi, mi sentivo levitare verso il soffitto col terrore di schiacciarmici. Uscii da quell'avventura più morto che vivo. E quando seppi che a procurarmela era stata la cocaina, io, che non ho mai picchiato una donna, feci una vistosa eccezione alla regola. Sbagliando. Perché invece di picchiarla avrei dovuto baciarle mani e piedi. Forse fu lei a vaccinarmi contro ogni tentazione di droga.