LEGGE ELETTORALE
Roma,25 settembre 1995
"CANCELLARE IL RISULTATO DEL REFERENDUM APPROVATO DALL'83 % DEGLI ELETTORI E LA LEGGE "SCRITTA SOTTO DETTATURA DELLA VOLONTA' POPOLARE" - COME DISSE ALLORA SCALFARO - SAREBBE UN'ATTENTATO E UNA FRODE DELLA COSTITUZIONE.
SE SI PERSEGUE DAVVERO L'OBIETTIVO DELLA GOVERNABILITA' ANDREBBE SEMMAI ABOLITA LA QUOTA PROPORZIONALE O ALMENO LO SCORPORO.
HA FATTO BENISSIMO SEGNI A PARLARE DI SCONFESSIONE DEL REFERENDUM.
SE VENISSE ABROGATO IL COLLEGIO UNINOMINALE MAGGIORITARIO OGGETTO DI QUEL VOTO, I PROMOTORI DEL REFERENDUM NON POTREBBERO NON SOLLEVARE IL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE.
SE DAVVERO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA HA ESPRESSO UNA INDICAZIONE DI CONTENUTO PER MODIFICARE LA LEGGE ELETTORALE SAREMMO DI FRONTE AD UN ATTO GRAVISSIMO, DAL PUNTO DI VISTA COSTITUZIONALE E POLITICO.
IN QUESTO MODO SAREBBE PROPRIO SCALFARO A PROVOCARE LO SCASSO DI CUI HA PARLATO.
MI AUGURO CHE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO VOGLIA URGENTEMENTE RISPONDERE ALL'INTERPELLANZA PRESENTATA PER SAPERE SE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA HA EFFETTIVAMENTE INDICATO LA LEGGE ELETTORALE REGIONALE COME MODELLO PER QUELLA DELLE CAMERE."