E nella "Rete" è finito un pesciolino.... Napoli, 27 settembre 1995
E così anche il "moralizzatore", nonché esponente di punta della coalizione che sostiene la candidatura di Enzo Siniscalchi, Giuseppe Gambale avrebbe il suo bravo scheletro nell'armadio ed un rinvio a giudizio che è già più grave, mi pare, di un avviso di garanzia.
"Chi è senza peccato scagli la prima pietra", dice la Bibbia e l'ammonimento mi sembra ancora valido.
Nell'inchiesta, Gambale è in buona compagnia, con attuali esponenti del Polo, del Patto dei democratici nonché di personaggi già inquisiti "in quota" prima Repubblica: insomma un bel pout pourri del vecchio, nuovo, eterno establishment napoletano.
Naturalmente la presunzione di innocenza sino al giudizio definitivo resta, oltre che un precetto costituzionale, una mia personale convinzione anche politica che applico pure al "caso Gambale": che dicono a riguardo gli ipergiustizialisti che con Gambale dividono consuetudine e lotta politica quotidiana?