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Notizie lista Pannella
Agora' Agora - 1 ottobre 1995
UN LIBERALE COERENTE CONTRO LA PARTITOCRAZIA
Di Giordano Bruno Guerri

IL GIORNALE - DOMENICA 1 OTTOBRE

Prima pagina

Sui giornali c'era molta ironia, nei giorni scorsi, sul digiuno di Pannella: si celiava sul suo "protagonismo", il suo "esibizionismo", i suoi "digiuni al cappuccino". Ora che Marco sta veramente male i toni si sono smussati, fin troppo, e gli avvoltoi del giornalismo si preparano a tessere lodi coccodrillesche, come si fa con qualcuno che non potrà più sospendere e quindi disturbare. Nessuno oltretutto ha avuto il dono della grazia e della sintesi come la ebbe Montanelli in occasione di un altro sciopero della fame pannelliano: "La vita è già tanto difficile con un Pannella vivo, figuriamoci con un Pannella morto". Comunque Pannella si riprenderà perché deve portare fino in fondo i suoi referendum e chi sa quante altre cose, ma sarebbe comunque bello che non si aspettasse il necrologio per tesserne le lodi.

E allora diciamo che il leader dei Riformatori è una linfa vitale della società italiana. A volte sbaglia, certo, e anche gravemente: io e molti altri, tanto per dirne una, non gli perdoneremo mai di avere appoggiato in modo determinante l'elezione a Presidente della Repubblica di quello sgradevole uomo e pericoloso politico vecchia maniera che è Oscar Luigi Scalfaro. Molti possono dire che gli dobbiamo parecchio per la battaglia sul divorzio e che però è sbagliata quella sulla liberalizzazione delle droghe leggere. Si può deprecare l'elezione di Cicciolina (perché? Poi si è visto che in Parlamento c'era di peggio) e quella di Tony Negri. Diciamo anche che spesso è moralista, confusionario, narcisista sempre, gigione, guitto e trombine, vittimista e irritante. Ma una cosa gli deve essere riconosciuta da tutti: la coerenza, e non quella coerenza statica e controproducente che - come dice Eugenio Scalfari per difendere se stesso - è la virtù degli imbecilli. La coerenza di Pannella è fondata su un principio in

discutibile, quello della libertà e delle libertà. E poi Pannella ha capito per primo (ben prima di Berlusconi) che la politica deve essere anche spettacolo, se si vuole che la gente la segua, e che quella stessa gente non ne poteva più delle ideologie: al posto delle ideologie Pannella ha messo degli ideali, e scusate se è poco.

La sua è la forma più alta della politica, ovvero è la difesa degli individui, dalla politica intesa come interessi di gruppo e di partito. Guardate che cosa straordinaria ha fatto alleandosi con il Polo: Pannella sapeva benissimo di rischiare e probabilmente perdere gran parte del suo elettorato, tendenzialmente a sinistra. Ma sapeva anche che quattro preziosissime "l" stavano nel Polo: la libertà, la laicità, liberalismo, il liberismo. E ha voluto aggiungerci la quinta, il libertarismo, sapendo a priori che proprio nel Polo quella quinta "elle" avrebbe trovato le resistenze maggiori, proprio perché i radicali vengono recepiti come "di sinistra". Ma di sinistra non sono, come non sono di centro o di destra. La loro passione per le libertà individuali e i diritti civili sono un patrimonio di tutti che arbitrariamente è sempre stato considerato un'esclusiva della sinistra. Pannella si è schierato con il Polo per creare la frattura più netta possibile con l'Italia partitocratica, statalista, clientelare, conso

ciativa, corporativa degli ultimi vent'anni, per creare una vera democrazia laica e liberale, per recidere i legami peccaminosi fra Stato e privato, per strappare la Rai ai partiti e restituirla ai cittadini, per garantire una magistratura indipendente dai partiti.

Vorrei ricordare una frase di Pannella a chi loda i suoi digiuni, il suo "sacrificio", e cerca di farne un santino senza apprezzare le sue battaglie: "Lo spirito di sacrificio, l'etica e l'etichetta del sacrificio non sono per me. Io voglio vivere ed essere felice".

 
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