articolo di Silvio PergamenoL'OPINIONE Martedì 30 aprile 1996
Non è facile parlare del radicalismo italiano degli anni sessanta in avanti (dopo l'esperimento dei radicali del Mondo, dell'Espresso e della sinistra liberale secessionista dal Pli), anche se oggi è meno complicato di un tempo. Trent'anni fa denunciare che la democrazia italiana al livello della gestione delle istituzioni rappresentava una continuazione del regime fascista, pareva solo bestemmia e provocazione gratuita. A maglie più larghe, la libertà come innocuo permissivismo...ma tutto era già organizzato in modo che il potere dell'esarchia o arco costituzionale ciellenistico dovesse essere intoccabile, ma seriamente contestabile. Ai più pareva assurdo che si potesse parlare di un background comune Dc/Pci, un patto spartitorio occulto (ma via via sempre meno) che si reggeva sulla proporzionale, sull'assemblearismo, sulla bandiera dell'antifascismo; ma il tempo ha confermato quelle analisi. Ed è tuttora sotto i nostri occhi quanto questo regime sia duro a morire.
Per questo i radicali sono sempre stati presidenzialisti e fautori del sistema maggioritario puro; ma per capirne fino in fondo la "filosofia" politica occorre cogliere un altro passaggio: Pannella è sempre stato convinto che veramente rivoluzionario è solo il liberalismo, cioè la lotta per creare spazi di libertà, la lotta quotidiana e senza fine delle singole conquiste, usando le armi del diritto e della nonviolenza; tanto più oggi che il socialismo è diventato stato, stato sociale (e all'italiana...!), gestione corporativa e trasformistica. Ecco le battaglie per i diritti civili, i diritto del cittadino come tale, non "funzionalizzati" allo stato etico, al partito etico e via dicendo. Ecco lo strumento referendario, tanto aborrito dalla partitocrazia. Ecco l'idea del partito come parte, parte politica, che si ritrova nelle battaglie che fa, senza apparato, senza burocrazie, del partito - "non partito" -.
Ecco l'idea che non ci sono grandi vecchi, ne stay behind, né poteri occulti: il potere è là. Le segreterie consociate dei partiti, che fanno e disfano deputati e senatori, leggi e governi e capi di stato, in barba a ogni norma costituzionale, che lottizzano Rai, che inventano "par condicio", che manipolano l'economia e il sindacato, le leggi elettorali, la volontà popolare...E contro: lui, Pannella, con le sue vittorie e i suoi fallimenti, la sua indispensabile e la sua impossibile follia.