(AGI) - Roma, 21 mag. - "A lei, signor ministro, chiedo unaparola di considerazione per la sorte di un cittadino italiano
che chiede solo di non essere estradato e quindi giudicato da un
Paese che prevede la pena di morte per omicidio". E' quanto
scrive Pietro Venezia dal carcere di Rebibbia al neo ministro
di Grazia e Giustizia Giovanni Maria Flick. Il contenuto della
lettera e' stato reso noto dai parlamentari Giovanna Melandri,
Antonio Soda e dal segretario dell'associazione "Nessuno tocchi
Caino", Sergio D'Elia e da Carmen Bertolazzi dell'Arci-Ora
d'aria all'uscita dell'istituto di pena romano, dopo un incontro
con il detenuto.
"L'Italia ha abolito la pena di morte, lo dice la
Costituzione, l'Italia e' un Paese garantista - prosegue
Venezia - lei pure signor ministro e' stato protagonista sempre
di battaglie garantiste. Non mi abbandoni, non mi abbandonate,
la mia vita e' ormai poca cosa, ma io spero ancora di non dover
finire sulla sedia elettrica".
"Al ministro Flick - dice Giovanna Melandri - chiediamo una
presa di posizione netta per revocare la decisione assunta
dall'ex presidente del Consiglio Dini, nella sua qualita' di
ministro ad interim della Giustizia, di estradare Pietro Venezia
nello Stato della Florida. Voglio anche ricordare - prosegue -
che pochi giorni dopo la decisione di Dini, i due rami del
Parlamento si erano espressi chiaramente in modo contrario
all'estradizione di un cittadino italiano verso uno Stato dove
vige la pena di morte. Oggi il Governo Prodi e il ministro della
Giustizia devono tener conto di questo orientamento". (AGI)
Sma/Lam/Zer SEGUE
211828 MAG 96
PIETRO VENEZIA: "SPERO DI NON FINIRE SU SEDIA ELETTRICA" (2) =
(AGI) - Roma, 21 mag. - "I tempi sono strettissimi" - afferma
Sergio D'Elia - "ricordo che il 28 maggio, la Corte
costituzionale dovra' decidere se si dovra' dar corso
all'estradizione o se il detenuto potra' restare in Italia a
scontare la pena per il reato commesso".
Come si ricordera' Pietro Venezia, proprietario di un
ristorante in Florida, e' accusato di aver ucciso un impiegato
del fisco americano. Per un omicidio di primo grado come il suo,
aggravato dalla fuga e da altre circostanze, la pena di morte e'
certa negli Stati Uniti.
L'azione immediata degli abolizionisti e due ricorsi dei
difensori hanno trovato ascolto presso la Commissione europea
dei diritti umani e presso il Tribunale amministrativo del
Lazio. Entrambi chiedono al Governo italiano di sospendere
l'estradizione. Non esistono infatti le garanzie che una volta
in Florida Pietro Venezia non venga condannato a morte. "E
l'Italia, che ha abolito totalmente la pena di morte, -
sottolinea Giovanna Melandri - forse non ha il diritto di dare
un suo cittadino nelle mani di chi la pratica. In gioco sono la
credibilita' dell'impegno preso dal Governo degli Stati Uniti,
ma anche la legittimita' dello stesso trattato di estradizione
fra Italia e Usa. Su questo, innanzitutto, si dovra' pronunciare
la Corte costituzionale". (AGI)
Sma/Lam/Zer
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