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Segreteria Rinascimento - 20 maggio 1997
Da "Il Giornale" del 20 maggio 1997 - pag. 8

ORE CONTATE PER I REFERENDUM

Pannella ha tempo solo due giorni per trovare sponsor ai nuovi quesiti.

Confindustria e Confcommercio hanno già annunciato il sostegno alle nuove 44 proposte, ma servono altre firme

Di Gianni Pennacchi

ROMA Riuscirà Pannella a trovare nuovi sponsor per i suoi "nuovissimi" 44 referendum? Ha già l'appoggio della Confindustria e della Confcommercio, sta sollecitando la Confagricoltura e le organizzazioni forensi, vanta un nutrito elenco di firme raccolte tra personalità dell'economia e della cultura, ma la corsa contro il tempo e ancora tutta a rischio. Mancano ormai soltanto due giorni. E per farcela occorrono soldi, impegni fattivi per la successiva raccolta di firme, fiancheggiamento concreto e massiccio. Così, la campagna per i referendum dell'anno prossimo parte insieme a quella per salvare i residuali 11 in calendario per il prossimo 15 giugno. Ma il tempo stringe, e i riformatori fremono. Gli è che per far svolgere l'eventuale consultazione referendaria già l'anno prossimo occorre presentare le firme necessarie (mezzo milione per ogni quesito) in Cassazione entro il 30 settembre. Ma vanno raccolte in 90 giorni, prescrive la legge. E con l'estate ormai alle porte, occorre decidere in fretta. Così, doma

ni sera, il consiglio dei Club Pannella si riunirà per soppesare le forze, contare gli alleati, e stabilire quali e quanti dei nuovi referendum possono essere lanciati. A ogni buon conto, i quesiti già depositati in Cassazione sono 44. Ma dipende dalle adesioni di queste ultime ore, se a scendere sarà una valanga oppure una pioggerella. Questa è la data ultima". Dice Rita Bernardini i Club Pannella decideranno di passare alla raccolta su questi cinque quesiti. Anche il presidente della Confcommercio Billé che oggi riunisce la giunta si è dichiarato favorevole e disponibile per "gran parte dei referendum proposti, soprattutto quelli relativi al mercato del lavoro". E a quanti temono l'inondazione referendaria, Billé risponde che questo è invece "un valido tentativo di smuovere le acque e di sollecitare un cambiamento indispensabile per entrare in Europa". L'appello per la nuova campagna referendaria è stato sottoscritto nei giorni scorsi da svariate personalità: si va da Ferdinando Adornato a Vittorio Felt

ri da Maurizio BelPietro a Pio Marconi, da Fabio Roversi Monaco a Renato Brunetta. Ora i Riformatori sperano che giunga il sostegno anche della Confagricoltura. E, per quel che riguarda i referendum sulla giustizia e i magistrati (ce ne sono ben sei in cantiere) stanno diffondendo appelli pressanti negli ambienti giudiziari. Con toni quasi minacciosi ma giustificati dallo "sfascio inarrestabile della giustizia". Insomma, il movimento referendario è pronto a fare la sua parte, "ma questa volta è anche prontissimo a non fare i referendum, ove non giunga esplicita e convinta richiesta da parte del mondo dell'avvocatura, delle organizzazioni forensi, dei giuristi, delle vittime della giustizia, di tutti coloro che da sempre invocano riforme serie". Però non c'è dubbio che tra i 44 proposti, i più allettanti sono i referendum "politici". Primo fra tutti quello per abolire (per la seconda volta) il finanziamento annuale dei partiti, reintrodotto di fresco con l'invenzione del 4 per mille Irpef: E poi i quattro per

far fare la riforma elettorale direttamente dal popolo sovrano, con la scelta del sistema anglosassone, collegi uninominali e un solo turno. Sono stati riformulati, e in doppia opzione, per superare le resistenze che sinora li hanno bocciati sul nascere.

 
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