Roma, 1 giugno 1997
Ore 11.40
"La Corte Costituzionale ha assegnato e riconosciuto ai Comitati Promotori dei Referendum, nella fase precedente le votazioni, funzioni e natura di Potere dello Stato, responsabilità di Potere dello Stato.
Ieri mattina, alle ore 10, come Presidente dell'Associazione Comitati Promotori, e sei volte in quanto rappresentante dei sei Poteri dello Stato, ho denunciato formalmente e pubblicamente all'Ordine Giudiziario l'opera sovversiva, illegale, anticostituzionale e di stampo mafioso di regime della RAITV, chiedendo all'ordine giudiziario di procedere all'immediato arresto dell'opera criminale in corso, in piena espansione, in piena flagranza in questi giorni e ore e minuti, per evitare il compiere della violenza in corso contro la Costituzione, il diritto, i diritti, i codici e la convivenza civile in Italia.
Dal sistema giudiziario non ho avuto altra risposta - di fronte alla notorietà e dei fatti e dell'accusa - che la conferma della sua subalternanza all'ordine costituito, contro la Legge e le leggi. Oggi, come e peggio di ieri.
Ma la RAITV è giunta alla risposta dell'arroganza e della jattanza, a tal punto che la principale sua testata, TG1, ha totalmente censurata la notizia della richiesta di arresto del Presidente della RAITV e del suo Direttore Generale, da parte dei Poteri dello Stato referendari. Tale censura è poi stata aggravata da una "notizia" trasmessa in modo tale da essere non solamente tardiva ma assolutamente falsante e volta a disinformare l'opinione pubblica.
Intanto la stampa e le televisioni italiane hanno unanimemente censurato il sondaggio di Datamedia che dimostra come - malgrado "il fantasma" che da solo ha trasmesso in due giorni più informazione sulla tenuta dei referendum che nell'anno precedente - un terzo degli elettori italiani non sa nemmeno lontanamente che il 15 giugno sono convocate le votazioni per i referendum.
Noi torniamo a chiedere d'urgenza l'arresto del Presidente e del Direttore Generale della RAITV, per colpire e interrompere in flagranza la violenza sovversiva, comunista, fascista, clericale, controriformista in atto.