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Notizie lista Pannella
Segreteria Rinascimento - 1 giugno 1997
Da "IL MATTINO" del 1giugno 1997, pag. 8

QUESTI FANTASMI

L'album di Enzo Biagi

In questa foto, Giacinto Pannella detto Marco interpreta il ruolo che ha ora nella politica italiana. Crede di essersi travestito, ma ha sbagliato a metter su il lenzuolo: è sul serio un fantasma. Peccato, perché ha avuto i suoi meriti. Ha reso possibile il divorzio, e parecchie volte ha smosso le acque del bigottismo e delle ipocrisie nostrane. Non è il caso, secondo me; dalla battaglia sull'aborto. Lì ci sono problemi di coscienza tali da impegnare valutazioni troppo personali. Però, a furia di mettersi cerotti sulla bocca, di fumare spinelli per strada, di trasformare i referendum in tormentone ininterrotto, Pannella ha finito per stancare. Uno che si dice non violento dovrebbe tenere un po' più presente l'esempio di un esperto del ramo come Gandhi. E avendo questi il copyright del pacifismo, dalla sua lezione di vita bisogna dedurre che non si può iscrivere al club chi risulti del tutto sprovvisto di discrezione. E' possibile dirsi non violenti e poi rompere le scatole, aggredire in tutti i modi se non

si viene molto considerati da giornali e tv? Poveri noi, urlare è diventato uno sport nazionale. E' sempre più vero quello che diceva Steinberg, il grande disegnatore, secondo cui "L'Italia è un pullman che viaggia al completo": se vuoi salire anche tu, deve scendere qualcuno. Perciò urla Pannella, urla Fini, urla Berlusconi: il quale, tra l'altro, ha anche un apparato di megafoni per farsi sentire di più. E' il motivo grazie al quale, sulle prime, le simpatie di marco Pannella si sono orientate nella sua direzione. Ma altri sono i fantasmi che mi creano inquietudine. Il primo è Umberto Bossi col le sue "domeniche del gazebo" seguito a ruota dall'ectoplasma Gianfranco Miglio, sorta di dottor Stranamore che sfoga le sue frustazioni di aspirante del consigliere principe. Ahilui, il principe gli è sempre mancato. Non amo nemmeno il fantasma dell'insipienza governativa, che fa dire al ministro Napolitano "le questioni sono politiche, non si risponde con la polizia". Lungi da me considerare un esempio di buon gov

erno Bava Beccaris, che ordinò di aprire il fuoco sui lavoratori. Ma non prenderei spunto nemmeno del ministro Facta che nel 1922, mentre Mussolini si preparare a scaldare i motori delle sue camionette, proclamò solenne: "Nutro fiducia".

 
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