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Notizie lista Pannella
Segreteria Rinascimento - 1 giugno 1997
Da "IL GIORNALE" del 1 giugno 1997, pagg. 2e 3

PANNELLA: ORA E' TARDI PER STUPIRSI

Comizio del leader riformatore che vestito da fantasma attacca il Quirinale

Attacchi anche al presidente e al direttore generale Rai

Di Massimiliano Lussana

Come in un gioco di specchi, come nel più classico dei giochi di specchi, via del Corso è attraversata dai fantasmi coloratissimi e alla moda di ogni sabato pomeriggio: migliaia di passanti armati di borsette, gelati, indifferenza e pizze al taglio strusciano e si strusciano mentre una pattuglia di riformatori agghindati da

fantasmi tenta di informarli dell'esistenza dei referendum del 15 giugno. Poi arriva Pannella sotto il lenzuolo bianco degli ultimi giorni e il gioco di specchi è completo: nonostante il travestimento, o forse proprio per quello, l'unico fantasma dichiarato è anche la presenza meno ectoplasmatica del sabato pomeriggio romano. Pure vestito da fantasma, Marco è quello di sempre: prima del comizio, usa la maggior parte del tempo che gli dedicano le telecamere di Rai e Mediaset per lamentarsi del fatto che Rai e Mediaset non gli danno spazio, col Giornale va pressappoco allo stesso modo: "Voi mi chiedete se ho sentito le ultime parole di Scalfaro: io vi rispondo che ho sentito Oscar Luigi Scalfaro, ma che ho anche letto Vittorio Feltri". Boh. Il commento al parere del presidente della Repubblica sulle riforme arriva al secondo tentativo. Parere che è molto pannelliano, pure troppo: "Voi giornalisti sapete perfettamente che Scalfaro è un truffatore, un traditore e un imbroglione, ovviamente dal punto di vista g

iuridico e non per il gusto dell'offesa personale. Ma si può sapere perché mi fate la domanda?". E' l'inizio di un pomeriggio in cui i fantasmi raddoppiano, triplicano, si moltiplicano. Prima ancora chi inizi il comizio aleggia lo spettro dell'articolo 278 del codice penale, deliberatamente violato: "Offesa all'onore o al prestigio del presidente della Repubblica". Sono quattro righette secche con cui Marco ingaggia una sfida personale, chiedendo agli "amici della polizia che stanno qui davanti" di arrestarlo in flagranza di reato: "Chiunque offende l'onore o il prestigio del presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni". Arresto in flagranza facoltativo, misure cautelari personali consentite, autorità giudiziaria competente il Tribunale. Marco infila il lenzuolo, si trasforma in fantasma e inizia a distillare sudore e indignazione, gocce di rabbia che scivolano dalla fronte e dal microfono di via del corso. Parole che rompono afa e indifferenza, corto circuito nel sabato roman

o di gelati, pizze al trancio, shopping e "referendum de che?": il fantasma a comizio ha le capacità di risvegliare anche gli ex fantasmi a comizio ha le capacità di risvegliare anche gli ex fantasmi dello struscio prefestivo e, in pochi minuti, centinaia di persone si radunano davanti al palchetto pannelliano. L'articolo 278 viene più che violato, il vilipendio al capo dello Stato da parte del leader riformatore è qualcosa di più di un'ipotesi, al denuncia dell'attentato alla Costituzione italiana e quello che si legge in tutti i testi di diritto il presidente della Repubblica è fuori da ogni norma". Il fantasma è irrefrenabile, devastante e devastato come sa esserlo solo Pannella: "Se nelle università italiane ci fossero dei maestri che insegnano diritto, ci si accorgerebbe che al Quirinale c'è un pericoloso fuori legge il quale, con i suoi compagni di merende, usa modi ripugnanti,. Salvo poi avvelenarli di volta in volta per passare ad altri, come ha dimostrato attaccando lo stesso Umberto Bossi che tant

o gli piaceva ai tempi del ribaltone". Sul banco degli imputati, oltre al "Pertini cattolico" che proprio Marco ha portato al Quirinale, finiscono il presidente e il direttore della Rai di cui Pannella chiede l'arresto "per interruzione e soppressione di un servizio pubblico, oltraggio al Parlamento e alle sue leggi e direttive". E, non bastasse, la richiesta d'arresto arriva anche per "i magistrati che non li mettono in galera, nonostante la flagranza di reato. O arrestano loro o arrestano me". Gli ex fantasmi del sabato romano appluadono, mentre Marco Pannella e il lenzuolo danno appuntamento a stamattina, in via del Lavatore, ai piedi del Quirinale: "Sempre che non mi mettano in galera prima. Perché dovrò dare fondo a tutta la mia sorpresa, a tutto il mio stupore e a tutto il mio scandalo se il fantasma non sarà arrestato questa notte". Inimitabile.

 
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