PRODI: IN UN ANNO E CAMBIATA L'EUROPA
ROMA. Molte le reazioni del mondo politico italiano al successo della gauche. Prodi: "in un anno e un mese il quadro politico europeo è completamente cambiato, i primi a cambiare siamo stati noi, poi la Gran Bretagna, ora la Francia". Per Umberto Ranieri, responsabile degli esteri del Pds, il voto in Francia è "il segno del forte rilancio della sinistra socialista, riformista e democratica in Europa". Secondo Ranieri questo risultato "è importante ai fini di una costruzione equilibrata dell'Europa. Una costruzione in cui sia possibile l'equilibrio tra la moneta unica, la politica sociale e il coordinamento tra politica economica e fiscale". Il responsabile degli esteri del Pds ritiene che "le dimensioni della sconfitta di Chirac non abbiano precedenti negli ultimi anni nella storia politica francese ed europea. E' stato sconfitto è la conclusione l'inganno perpetrato da Chirac che ha sciolto un Parlamento dove il centrodestra aveva una grande maggioranza per precostituire una politica di sacrifici a senso
unico. Il portavoce dei Verdi Luigi Manconi plaude al successo dei colleghi Verdi, che per la prima volta superano lo sbarramento elettorale ed entrano in Parlamento. "I Verdi afferma Manconi partecipano così, in maniera determinante, alla vittoria di tutta la sinistra, superando l'ambiguità e l'inconcludenza di posizioni centriste, che pure hanno pesato nel movimento ecologista francese". Per il presidente dei Laburisti, Valdo Spini, la vittoria di Jospin "suona come garanzia ulteriore che l'Italia non verrà esclusa dal primo lotto dei partecipanti alla moneta unica europea", e conferma che "il socialismo europeo è tutt'altro che morto, ma ha saputo rinnovarsi e vincere. Questo rinnovamento deve arrivare anche in Italia, con la costruzione di un nuovo soggetto politico unitario e comune a tutte le tradizioni che si ritrovano nel socialismo europeo". Il presidente dei senatori di Forza Italia, Enrico La Loggia, lega il voto francese al dibattito sulle riforme istituzionali in Italia. "Se qualcuno afferma
La Loggia voleva ancora la prova di come sia equilibrato e forte il sistema adottato in Francia, questa è la madre di tutte le prove perché pur mantenendo la continuità della rappresentanza del presidente della Repubblica, il sistema è flessibile, può autocorreggersi e raccoglie l'indicazione dell'elettorato". L'esponente di Forza Italia comunque teme "riflessi negativi" sul processo di integrazione europea. Marco Pannella, parla al contrario di "disastro semipresidenzialista". "Finalmente dichiara Pannella saranno i fatti a smontare per sempre il bluff semipresidenzialista e doppioturnista di Fini e di Segni". "Le fratture nella destra fanno governare la sinistra", commenta il coordinatore di An Maurizio Gasparri. "Sarà interessante vedere i dati finali di questo secondo turno in Francia sostiene Gasparri ma è chiaro che l'elettorato di destra, uscito maggioritario al primo turno, per le sue divisioni interne lascia il governo alla sinistra. Un dato per qualche maniera simile a quello italiano, se si a
ssimila la Lega Nord al Fronte Nazionale per cui la sinistra governa a causa delle divisioni della destra". Per l'esponente di An, "il terrore di Maastricht e l'aridità dei tecnocrati favorisce un ricambio. Bisognerebbe allora chiedersi se questi parametri di Maastricht debbano essere accettati acriticamente oppure rimessi in discussione, visto che le critiche che fanno sorgere avvantaggiano la sinistra". Infine, il presidente del Ccd Mastella sostiene che "la vittoria delle sinistre in
Francia dopo quella di Blair in Gran Bretagna non deve assumere alcun valore ideologico. La verità è che il problema dell'occupazione è giustamente al primo posto. Sono quindi è la conclusione di Mastella le politiche economiche dei
governi a soccombere nel giudizio dei cittadini; analogo insuccesso ottenne Gonzalez in Spagna, e rischia di cadere sotto i colpi di una , accentuata disoccupazione lo stesso cancelliere tedesco Kohl".