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Segreteria Rinascimento - 26 giugno 1997
Da "Il Corriere della Sera" del 26 giugno 1997 - pag. 4

FONDI ILLECITI AI PARTITI, NO DELLA CAMERA

Bocciata la depenalizzazione. Decisivo il voto di An. Ulivo e Polo si spaccano

Respinto l'emendamento del Ccd. Oggi la Bicamerale si pronuncia sulla giustizia. I timori per un nuovo blitz della Lega Nord

di M.Antonietta Calabrò

ROMA Il temuto »colpo di spugna sul finanziamento illecito ai partiti non è passato. A stragrande maggioranza: 285 i contrari, 174 i favorevoli, 29 gli astenuti. Ma Ulivo e Polo si sono spaccati trasversalmente, con la conferma di una convergenza tra Forza Italia, Ccd e Cdu da un lato e Ppi dall'altro, per quanto riguarda l'atteggiamento in materia di giustizia. Mentre An, profondamente divisa, ha dovuto dare libertà di voto ai suoi su un tema dal significato politico così rilevante. E alla fine ben 47 uomini di Fini hanno votato contro (e quindi contro l'indicazione del Polo) e 17 si sono astenuti.

Quello che è successo sul finanziamento potrebbe influenzare il voto di oggi alla Bicamerale sulla bozza Boato nella sua versione definitiva. Ma in un senso probabilmente opposto a quanto si possa pensare. In aula alla Camera ieri è stato bloccato un provvedimento relativo a pochi imputati (perché nella maggioranza dei casi il reato di illecito finanziamento che un emendamento del Ccd Carlo Giovanardi voleva derubricare ad un illecito amministrativo, è abbinato alla corruzione o alla concussione che non venivano invece "toccate") ma che i magistrati ritenevano peggio di un'amnistia. Un segnale politico alle toghe che adesso forse non potranno più vedere con sospetto un intervento in materia costituzionale sulla giustizia.

Il voto contrario all'emendamento Giovanardi era nell'aria già dalla fine della scorsa settimana. Ma certamente ha influito, quanto meno sul cambio di fronte di An, il pronunciamento di Antonio Di Pietro dalle colonne del settimanale "Oggi". In Transatlantico Storace, Tremaglia, reduce da un botta e risposta con Berlusconi proprio sull'ex pm di Mani pulite, ed altri avevano preannunciato pubblicamente il voto contrario. Mentre in Aula si sono sentiti i vivaci boatos dalle Tribune di un gruppo di sindaci leghisti di piccoli comuni della Valtellina (proprio quella Valtellina sponsor dei convegni di Di Pietro). Il presidente della Camera, Luciano Violante, ha dovuto sospendere la seduta per alcuni minuti e far sgombrare gli scranni del pubblico.

Giovanardi ha solo potuto riscontrare che tutti i Ccd hanno votato compatti a favore. Ad eccezione di Gabriele Cimadoro, cognato e sponsor dell'ex pm di Mani pulite, assente perché in missione in America. Ma che assicura il suo capogruppo »se presente avrebbe votato sì anche lui, perché ne abbiamo parlato tante volte ed era favorevole . Secondo Giovanardi, »ci sono stati almeno tre contrordini. Il primo è stato "Contrordine compagni", basti pensare che Fabio Mussi aveva firmato e votato l'ordine del giorno del dicembre scorso che impegnava la Camera a depenalizzare il reato . Il secondo secondo Giovanardi è stato quello della Lega che ha votato contro, mentre a dicembre era a favore e adesso ha certificato di essere guidata da un criminale visto che il finanziamento illecito è rimasto un reato e che Bossi è stato condannato per quel reato .

»All'ultimo secondo, infine, è arrivato il "contrordine camerati" . Insomma conclude sarcastico Giovanardi è stato il festival di chi è più furbo. Il Pds sperava che un provvedimento così impopolare lo votassero gli altri, facendo bella figura .

Per la bocciatura dell'emendamento hanno esultato Verdi, Unione democratica, Cristiano Sociali e Rinnovamento italiano. Quanto alla Bicamerale, ieri sera prevaleva l'ottimismo (di Berlusconi, di Fini, dello stesso Folena del Pds che però è tornato a mettere in guardia il Polo a non tentare colpi di mano). Anche se alcuni commissari non hanno nascosto il timore di un secondo blitz nella Sala della Regina, che potrebbe modificare un risultato tuttora sul filo di lana. Il Ppi, in ogni caso, si è detto disponibile a ritirare gli emendamenti sulla giustizia. Questa apertura è arrivata dopo una giornata di contatti, trattative e riunioni tra Pds e Popolari, con l'obiettivo di giungere ad una posizione comune sulla bozza Boato. Alle 15, si è svolta un'animata riunione nello studio del capogruppo Sergio Mattarella, nella quale si sarebbero confrontate due linee. Da una parte quella di Marini, De Mita, Gargani e Zecchino, dall'altra quella di Mattarella, Bressa ed Elia. Ma Elia, considerato l'ala "morbida", ha rip

etuto in serata che sono ancora in corso trattative con il Pds per raggiungere un'intesa. Zecchino ha ripetuto più volte che ai Popolari »la bozza Boato così com'è va bene. Noi per primi non accetteremo che venga stravolta. Da nessuna parte .

Lui, Boato, si è chiuso per tutto il giorno a mettere a punto i dettagli definitivi del testo, dopo aver consegnato ieri il nuovo articolato relativo alla Corte Costituzionale, alla Banca d'Italia e alle authority.

 
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