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Segreteria Rinascimento - 26 giugno 1997
Da "IL SOLE 24ORE" del 26 giugno 1997, pag. 2

REATI MINORI, LA CAMERA VARA LA DEPENALIZZAZIONE

I deputati hanno approvato il testo respingendo però l'estensione al finanziamento illecito ai partiti

ROMA - Il finanziamento illecito ai

partiti rimane per ora un reato. La Camera ha bocciato ieri

l'emendamento proposto da Carlo Giovanardi (Ccd)

all'articolo otto del provvedimento di delega al Governo

per la depenalizzazione dei reati minori. Per il resto, il

disegno di legge è stato approvato e spedito a Palazzo

Madama. L'emendamento respinto prevedeva che il

finanziamento non trasparente ai partiti diventasse un

illecito amministrativo punibile con una ammenda da due a

sei volte la somma versata. Ma così non sarà, perché i voti

contrari sono stati 285 (tra cui quelli della Sinistra

democratica, di Rifondazione comunista, dei Verdi e della

Rete), contro i 174 favorevoli (Forza Italia, Ppi,

Cristiano democratici). Proprio la proposta di

Giovanardi - inizialmente inserita nella legge sul

finanziamento della politica, poi affidata al Ddl sulla

depenalizzazione - ha determinato il rallentamento

nell'approvazione della delega al Governo per sfoltire i

procedimenti in corso.Il verdetto della Camera arriva a

più di cinque mesi dalla presentazione del testo da parte

della Commissione e contraddice le previsioni ottimistiche

dello stesso Giovanardi, che aveva invocato un ordine del

giorno in materia di depenalizzazione del finanziamento

illecito approvato precedentemente dalla Camera. La

seduta di ieri non è stata semplice. Le accese

contestazioni di alcuni sindaci leghisti presenti nella

tribuna dell'aula hanno costretto il presidente Luciano

Violante a sospendere i lavori per alcuni minuti; poi il

deputato Enzo Tarantino di An (che ha lasciato libertà di

voto ai propri rappresentanti) ha proposto, senza successo,

di riportare in commissione tutto l'articolo otto del

provvedimento.Il Governo si è rimesso alla volontà

dell'aula, ma il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe

Ayala ha sottolineato che »il provvedimento all'esame non

appare la sede più appropriata per decisioni sulla

specifica materia : il testo sulla depenalizzazione dei

reati minori mira a ridurre i carichi processuali su cui

l'illecito finanziamento ai partiti incide ben poco, come

ha dimostrato il monitoraggio richiesto dalla Camera al

Governo, dal quale è risultato che l'illecito in questione

rappresenta lo 0,00178% del totale dei delitti

denunciati.Superato lo scoglio del finanziamento

illecito, il testo sulla depenalizzazione dei reati minori

è stato approvato dalla Camera. Molte fattispecie di scarso

allarme sociale, se il testo sarà approvato anche dal

Senato, diverranno illeciti amministrativi, con grande

vantaggio per l'amministrazione della giustizia oberata di

processi. Le principali depenalizzazioni riguardano i casi

meno gravi di contrabbando, le violazioni della tutela del

territorio e degli alimenti, le ipotesi legate all'evasione

fiscale (esclusa la frode vera e propria), violazioni del

Codice della navigazione, del Codice della strada (anche

qui escludendo i casi più gravi, come l'omissione di

soccorso) e quelle a carico delle società quotate in borsa.

Giuliano Pisapia, presidente della commissione Giustizia

della Camera, ha sottolineato che depenalizzazione non

significa impunità. Anzi, »una sanzione pecuniaria

immediata è un deterrente più efficace di una pena che

giunge dopo anni .

 
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