REATI MINORI, LA CAMERA VARA LA DEPENALIZZAZIONE
I deputati hanno approvato il testo respingendo però l'estensione al finanziamento illecito ai partiti
ROMA - Il finanziamento illecito ai
partiti rimane per ora un reato. La Camera ha bocciato ieri
l'emendamento proposto da Carlo Giovanardi (Ccd)
all'articolo otto del provvedimento di delega al Governo
per la depenalizzazione dei reati minori. Per il resto, il
disegno di legge è stato approvato e spedito a Palazzo
Madama. L'emendamento respinto prevedeva che il
finanziamento non trasparente ai partiti diventasse un
illecito amministrativo punibile con una ammenda da due a
sei volte la somma versata. Ma così non sarà, perché i voti
contrari sono stati 285 (tra cui quelli della Sinistra
democratica, di Rifondazione comunista, dei Verdi e della
Rete), contro i 174 favorevoli (Forza Italia, Ppi,
Cristiano democratici). Proprio la proposta di
Giovanardi - inizialmente inserita nella legge sul
finanziamento della politica, poi affidata al Ddl sulla
depenalizzazione - ha determinato il rallentamento
nell'approvazione della delega al Governo per sfoltire i
procedimenti in corso.Il verdetto della Camera arriva a
più di cinque mesi dalla presentazione del testo da parte
della Commissione e contraddice le previsioni ottimistiche
dello stesso Giovanardi, che aveva invocato un ordine del
giorno in materia di depenalizzazione del finanziamento
illecito approvato precedentemente dalla Camera. La
seduta di ieri non è stata semplice. Le accese
contestazioni di alcuni sindaci leghisti presenti nella
tribuna dell'aula hanno costretto il presidente Luciano
Violante a sospendere i lavori per alcuni minuti; poi il
deputato Enzo Tarantino di An (che ha lasciato libertà di
voto ai propri rappresentanti) ha proposto, senza successo,
di riportare in commissione tutto l'articolo otto del
provvedimento.Il Governo si è rimesso alla volontà
dell'aula, ma il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe
Ayala ha sottolineato che »il provvedimento all'esame non
appare la sede più appropriata per decisioni sulla
specifica materia : il testo sulla depenalizzazione dei
reati minori mira a ridurre i carichi processuali su cui
l'illecito finanziamento ai partiti incide ben poco, come
ha dimostrato il monitoraggio richiesto dalla Camera al
Governo, dal quale è risultato che l'illecito in questione
rappresenta lo 0,00178% del totale dei delitti
denunciati.Superato lo scoglio del finanziamento
illecito, il testo sulla depenalizzazione dei reati minori
è stato approvato dalla Camera. Molte fattispecie di scarso
allarme sociale, se il testo sarà approvato anche dal
Senato, diverranno illeciti amministrativi, con grande
vantaggio per l'amministrazione della giustizia oberata di
processi. Le principali depenalizzazioni riguardano i casi
meno gravi di contrabbando, le violazioni della tutela del
territorio e degli alimenti, le ipotesi legate all'evasione
fiscale (esclusa la frode vera e propria), violazioni del
Codice della navigazione, del Codice della strada (anche
qui escludendo i casi più gravi, come l'omissione di
soccorso) e quelle a carico delle società quotate in borsa.
Giuliano Pisapia, presidente della commissione Giustizia
della Camera, ha sottolineato che depenalizzazione non
significa impunità. Anzi, »una sanzione pecuniaria
immediata è un deterrente più efficace di una pena che
giunge dopo anni .