INTERROGAZIONE DEL SENATORE PIETRO MILIORoma, 2 dicembre 1999 - Il Senatore Pietro Milio ha presentato un'interrogazione al Ministro della Giustizia e al Ministro dell'Interno e per il coordinamento della protezione civile sulla strage di Capaci.
Nell'interrogazione il Senatore ha fatto presente che negli atti d'indagine relativi alla strage del 23 maggio 1992 vi è una nota a firma della dott.ssa Ilda Boccassini, allora sostituto procuratore della Repubblica di Caltanissetta, da cui risulta che erano in corso accertamenti finalizzati a verificare se la impresa "Di Matteo Andrea" nel corso dell'anno 1992 avesse eseguito lavori sul tratto di autostrada Punta Raisi-Palermo proprio sul luogo della strage. L'interrogazione fa presente che da un tabulato telefonico risulta che il telefono cellulare, intestato al predetto Di Matteo Andrea, il 23 maggio 1992, poche ore prima della strage, ha chiamato per due volte consecutive e per complessivi 545 scatti un'utenza telefonica statunitense e successivamente alle ore 16.51 e 16.55 un'utenza indicata come " numero inesistente sul terminale SIP " per un totale di 225 scatti. Inoltre un testimone ha affermato che mentre partecipava ad un sopralluogo insieme ad altro personale di polizia sulla terrazza di un edifi
cio molto prossimo al luogo della strage " arrivarono anche dei funzionari degli Stati Uniti che con noi fecero quel sopralluogo ".
Nell'interrogazione si chiedono chiarimenti sui lavori e sull'impresa che li ha eseguiti nel tratto sul quale fu consumata la strage di Capaci, nei mesi immediatamente precedenti l'eccidio. Si chiede inoltre se sono stati individuati ed identificati i titolari delle utenze telefoniche chiamate dal cellulare del Di Matteo poche ore prima della strage e quali rapporti interpersonali o d'affari intercorressero tra di loro ed inoltre quale contributo investigativo sia derivato dall'intervento dei "funzionari americani".
"Troppe sono in Italia le stragi impunite. Da Ustica, a Bologna, a Capaci, la magistratura italiana si ostina a cercare, per poi trovare, capri espiatori e false soluzioni, ogni volta che affronta processi con implicazioni politico - istituzionali.
Anche nella strage di Capaci, questa costante si ripete. La magistratura continua a condurre le indagini in modo frammentario. A mio parere e più in generale, la magistratura evita di collocare i fatti criminosi avvenuti a Palermo dal 1989 ad oggi, in uno scenario più complesso che consentirebbe di dare una spiegazione più vicina alla verità dell'accaduto" ha dichiarato il Senatore.