Roma, 19 marzo 2000
"Se, oggi, da noi potesse essere trasmesso un obiettivo anziché renderlo clandestino per il solo fatto che lo rendiamo "pubblico", movimento radicale, "Lista Bonino" hanno deciso di investire la giurisdizione italiana e quella comunitaria della illegalità, delle violazioni di leggi e diritti fondamentali, che inficiano la possibilità stessa di valide elezioni regionali il prossimo 16 aprile.
In molti casi la presentazione delle liste, anche delle maggiori, ha comportato manifestamente brogli e violazioni patenti e gravissime delle procedure prescritte. E, quel che è ancora più grave, i principi costituzionali e delle principali convenzioni sui diritti umani recepiti nel diritto positivo italiano, sui diritti individuali e quelli democratici sono stracciati con il consenso e l'ispirazione delle Autorità o degli organismi parlamentari garanti, oltre che della giurisdizione acquisita in Italia, da decenni alla tutela degli interessi e dei comportamenti letteralmente criminali del sistema partitocratico, e del regime.
Adesso, in queste ore, ci limiteremo a " stare a vedere".
Sperando nel miracolo di "amministratori della giustizia" che rispettino anche in tema di diritti di libertà, democratici, e del principio di legalità l'obbligatorietà dell'azione penale e il ricordo lontanissimo della propria dignità civile".