Roma, 23 marzo - N.R. - Due personaggi molto diversi: Franco Bassanini, parlamentare della Sinistra Indipendente; Francesco De Gregori, cantautore. Entrambi (intervistati da Radio Radicale) esprimono apprezzamento per la scelta radicale di effettuare il Congresso a Budapest.
FRANCO BASSANINI
"Credo che sia una di quelle felici intuizioni del PR, apparentemente anomale, in realtà simboliche. Sia quella di aver posto l'accento sulla transnazionalità della politica e di conseguenza delle forze politiche e sia l'intuizione di dare corpo a questa esigenza tenendo il Congresso in paesi che rappresentano, com'è il caso dell'Ungheria, momenti di contraddizione estremamente positivi. L'Ungheria è uno di quei paesi in cui il primo problema da affrontare è la democrazia: le sue forme, le sue istituzioni; è quindi significativo che il Governo ungherese abbia accettato di ospitare i radicali, ma ancor più significativo è che i radicali vadano in Ungheria, sia per segnalare questo eccezionale dinamismo ungherese, sia per consegnare un'immagine e un'esperienza di cosa è un congresso di un partito democratico".
FRANCESCO DE GREGORI
"Io sono sempre stato convinto che il riformismo oggi in Italia sia rivoluzionario, il riformismo "forte" è sicuramente rivoluzionario. Sono per l'alternativa di sinistra ma bisogna stabilire "quale", "con chi" e "quando"; la politica è fatta di possibilità, di opportunità, non soltanto di numeri, non soltanto di "miti" da portare in Parlamento. Credo che l'Italia sia un paese ormai maturo perchè la DC possa accettare un ruolo di opposizione"; sulla scelta del PR di tenere il prossimo congresso a Budapest, sulla scelta transnazionale: "La trovo ottima, i radicali sono sempre un pò provocatori, ma poi in realtà stanno anche molto avanti rispetto a tante cose. E' una scelta che in un primo momento può suonare strana, però è giusta, io mi sento un cittadino senza frontiere che non crede ai passaporti. Una scelta di questo tipo è sicuramente bella".