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Agora' Agora - 3 aprile 1989
LIA-RAI: TURCO HA SOSPESO LO SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE.
"ABBIAMO MEGLIO COMPRESO COME LA RAI AFFRONTA IL DIBATTITO SULLA DROGA".

Roma, 3 aprile - N.R. - Maurizio Turco, vicetesoriere del Partito Radicale, dopo 32 ore di sciopero della fame e della sete per chiedere informazione da parte dei TG 1 e 2 della RAI sul Congresso di fondazione della Lega Internazionale antiproibizionista, ha ieri dichiarato :

"Rispondo positivamente agli inviti che mi hanno rivolto Marco Pannella, Giovanni Negri e il Segretario del Partito Sergio Stanzani di sospendere lo sciopero della fame e della sete. Ritengo che sia stata questa una iniziativa utile per capire ancora di più quanto la RAI - dolosamente - intende affrontare il dibattito sulla droga: univocamente dalla parte del proibizionismo durom repressivo e - diciamolo pure - inconcludente.

Non abbiamo alcuna guerra santa da combattere, speriamo solo che la ragione prevalga sulle logiche dei bracci di ferro e del potere. Lo scandalo della RAI che attraverso i TG 1 e 2 anche ieri sera non ha voluto far vedere e sentire alcuni volti è lo scandalo della negazione e del giornalismo e della televisione, fatta di spettacolo e informazione. Neanche per venti secondi hanno fatto vedere la Presidente della L.I.A., Marie Andree Bertrand - criminologa, universitaria, esperta del governo canadese in materia di droghe. Sono terrorizzati che la gente possa vedere e sentire - per pochi secondi, sinanche!- Ralph Salerno che per trent'anni è stato capo della sezione narcotici della polizia di New York e che oggi - candidamente - dichiara di aver perso tempo, e lo Stato denari, in una guerra combattuta da una posizione sbagliata e perdente. E' molto più facile citare i radicali ma censurano brutalmente Nick Harmann, uno dei redattori capo dell'Economist, quotidiano conservatore inglese. Essere indignati e sconvo

lti per questo tipo di informazione è il minimo. Ci si deve ora organizzare e dare una risposta, preparata nei minimi dettagli, a chi vuole a tutti i costi far passare un tipo di politica che penalizza i tossicodipendenti, che farà aumentare il numero dei cittadini vittime inutili della clandestinità e che - è l'unica cosa certa - arricchirà le organizzazioni criminali e chi a queste si rivolge per denaro e voti".

 
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