Roma, 6 aprile - N.R. - Marco Taradash, della segreteria federale del Coordinamento radicale antiproibizionista, ha dichiarato:
Credevamo che un certo stile (maccartista) e certo argomentare (mafiosetto) appartenessero soltanto a certi gruppi politici marginali, perennemente in bilico tra la paranoia individuale dei loro adepti e il ruolo di agenzia di servizio per certi "sevizi".
Vediamo anche il PSI, il partito meno marginale che ci sia, il grande partito degli assessori ai lavori pubblici, consiglieri di amministrazione, presidenti USL, centrali del latte, comitati esecutivi, ecc. ha scoperto un certo gusto del linguaggio alla POE (Partito Operaio Europeo, non E.A.). Avevamo letto, nei loro volantini e sull'Avvenire, che la campagna antiproibizionista è finanziata dalle grandi multinazionalità del tabacco.
Non ancora, purtroppo, tanto è vero che la Philips Morris ha sporto querela. Ci mancherebbe altro, confondere i venditori di tabacco con i venditori di morte! I 350mila morti all'anno nei soli Stati Uniti per malattie derivanti dal fumo delle sigarette - dati ufficiali del Ministero della Sanità americano - e gli 80mila morti in Italia per la stessa ragione non fanno notizia. E così sia.
Il senatore Casoli, ieri, non ha però tirato in ballo le legalissime aziende produttrici di tabacco.
Le sue allusioni sono - almeno nelle intenzioni retoriche del dirigente socialista - ben più feroci. Sono "gravi accuse", come scrive qualche giornale, le sue e quelle di Salvo Andò. Casoli è abituato alla lotta politica interna al PSI e pone la domanda più calunniosa (per lui) immaginabile : "Chi vi finanzia?". E poi grande trovata alla POE, (non Edgar Allan) fa balenare la risposta : "i narcotrafficanti". Promosso : il senatore Casoli da domani potrà andare ai semafori a vendere l'Avanti! insieme ai ragazzi che propagandano il nucleare e la distruzione di Mosca.
No, compagno Casoli, dovresti sapere che dei radicali la domanda : "Chi vi finanzia" non é mai stata inquietante. Nessun Banco Ambrosiano, nessuna Eni Petromin, nessun semaforo intelligente, lenzuolo d'oro, trafficante di armi, sospetto riciclatore di denaro sporco con garanzia di presidente del consiglio, etc fa parte del patrimonio culturale e finanziario del partito radicale, delle sue associazioni, delle sue iniziative. Altri aprano i loro armadi "e quelli dove si conservano i relativi fascicoli giudiziari".
Per sapere quanto costa una campagna politica radicale, o un congresso, basta una telefonata alla tesoreria del partito radicale, come sanno, da sempre tutti i giornalisti italiani "che - infatti - non telefonano".
E infine : Casoli e Andò sanno benissimo che la campagna che i narcotrafficanti finanzierebbero volentieri è la loro. Il proibizionismo delle droghe garantisce alle mafie quarantamila miliardi all'anno solo in Italia, quasi cinquecentomila nel mondo.
L'antiproibizionismo li metterebbe sul lastrico. Certo, c'è un pericolo, dovrebbero riciclarsi magari in politica o magari nelle USL, ma no, ci sono già.