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Agora' Agora - 7 aprile 1989
DROGA: O CRAXI E CASOLI RETTIFICANO UNA DICHIARAZIONE O CI VEDIAMO IN TRIBUNALE. TELEGRAMMA E VOLANTINO (IERI DAVANTI ALL'ADRIANO) DEL VICETESORIERE DEL PR MAURIZIO TURCO.
CASOLI, SECONDO IL GIORNALE DI MONTANELLI, AVREBBE DETTO A PROPOSITO DI P.R., L.I.A. E CO.R.A.: " DA DOVE GLI ARRIVA QUESTO MARE DI QUATTRINI?".

Roma, 7 aprile - N.R. - Il vicetesoriere del Partito Radicale, Maurizio Turco, ha invito ieri mattina un telegramma al segretario del PSI, Bettino Craxi e al relatore del progetto di legge sulla droga, il senatore Giorgio Casoli.

Il contenuto del telegramma è identico al testo del volantino che Maurizio Turco e gli altri militanti radicali hanno distribuito ieri dinanzi al Teatro Adriano di Roma, dove si è tenuto un comizio di Craxi. Questo il testo del telegramma e del volantino distribuito:

" Caro compagno Craxi, caro compagno Casoli, cari compagni socialisti; in questo momento di duro confronto politico sul tema della lotta alla droga ci sta a cuore, in primo luogo, la decenza e la civiltà del pubblico dibattito.

Dobbiamo da compagni, confermare il nostro giudizio: è triste vedervi agitare, al solo scopo di accattare qualche voto in più alle europee, una proposta autoritaria, impotente e demagogica sulla droga. E' una proposta destinata a far pagare a qualche centinaia di ragazzi vittime della droga il prezzo della vostra dissennata demagogia.

Ma ciò che più conta, in questo momento, è altro.

Abbiamo letto su "Il Giornale" di oggi, una dichiarazione del senatore Casoli relativa al Partito Radicale, alla Lega Internazionale Antiproibizionista e al CO.R.A. In essa, il relatore della proposta di legge al Senato si chiede testualmente:

"DA DOVE ARRIVI A QUESTI GRUPPI POLITICI, CHE SI DICHIARANO POVERI, IL MARE DI QUATTRINI NECESSARIO PER UNA SIMILE CAMPAGNA".

Noi chiediamo a Craxi, a Casoli, ai compagni socialisti di voler chiarire - in questa manifestazione ed entro le prossime ore - il senso compiuto di tali allusioni o affermazioni.

Qualora ciò non dovesse accadere, riteniamo non solo un nostro diritto ma un nostro dovere il garantire al senatore Casoli una sede legale nella quale documentare tale allusione o affermazione.

Se essa sarà infatti confermata il giusto luogo di confronto è uno solo: un Tribunale della Repubblica. E non esiteremo a sporgere querela contro un modo di fare politica che non solo dovrebbe suonare come una vergogna per ogni socialista e per ogni democratico, ma che è profondamente lesivo della nostra identità e della nostra immagine".

 
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