Roma, 7 aprile - N.R. - Il tesoriere del coordinamento radicale antiproibizionista Sergio Rovasio ha diffuso il seguente comunicato:
"Qualcuno non dorme contorcendosi sul come "certi gruppi politici, che si dichiarano poveri, trovino i finanziamenti per fare campagne antiproibizionistiche sulla droga". Si potrebbe rispondere con un'alzata di spalle anche perchč se c'č qualcuno che non ha mai avuto niente da nascondere questi sono proprio i radicali. Solo le pecore non lo sanno ma si dice che non abbiano coscienza come tutti gli animali. La cosa che pių sconvolge in questo tipo di analisi č che le argomentazioni "scientifiche" per sostenere certe crociate "per il bene della societā" non esistono e quindi si arriva agli insulti alla pura demagogia e chi pių ne ha pių ne metta, Il coordinamento radicale antiproibizionista č un'associazione unica in Italia, l'iscrizione costa lire 50.000 e gli iscritti sono oltre 500, va aggiunto che tante persone mandano contributi per il solo fatto che la nostra campagna č contro il dilagare della delinquenza, dei morti ammazzati, dell'arricchimento di mafie, camorre e 'ndranghete che sulla pelle dei tossic
odipendenti trovano cascate di denari che nessuno č in grado di fermare. Nč l'esercito americano, nč l'ONU, nč tutti coloro che ci hanno tentato. Solo l'antiproibizionismo ci riuscirebbe. Quelle persone che hanno sentito per radio radicale o per le strade le nostre tesi si sono iscritte subito, certo che se queste tesi fossero diffuse da alcune grosse testate giornalistiche "di potere" e "per il potere" gli iscritti sarebbero qualche milione. Le strade con semafori intelligenti o si sonni con le lenzuola d'oro in attesa della solita tangente, appartengono ad altre culture ad altri metodi del fare politica che ci hanno nauseato. Quindi le domande sul dove e sul come si ricevono certi finanziamenti vanno fatte ad altri, non a noi. Siamo offesi per queste becere domande, attendiamo le scuse. Continuiamo ad essere poveri ma ricchi nei nostri obiettivi.