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Archivio Emma Bonino commissario UE
Bonino Emma - 30 dicembre 1994
CONFERENZA STAMPA

DICHIARAZIONE DI EMMA BONINO

Roma, 30 Dicembre 1994

"Il Partito radicale condanna fermamente che, nel tentativo di reprimere le spinte indipendentiste della Repubblica di Cecenia, il governo russo abbia consentito alle sue forze armate l'uso di mezzi e prassi distruttive condannate da tutte le Convenzioni internazionali. Purtroppo, dobbiamo anche deplorare che la Comunità internazionale, in tutte le sue varie istituzioni, non abbia sentito il dovere, se non sporadicamente e comunque tardivamente, di elevare la necessaria, vigorosa condanna. In nessun paese - sia oggi in Russia come ieri in Rwanda o nella ex Jugoslavia - si può più invocare la "non ingerenza" della Comunità internazionale quando siano messi in forse i fondamentali diritti umani con pratiche condannate unanimemente, persino da quei governi che finiscono con l'usarle. Noi siamo in continuo, stretto contatto con i nostri iscritti nella Repubblica Russa, i quali ci hanno chiesto di agire in ogni sede internazionale perché venga posto fine a questa inaccettabile situazione.

Nel momento in cui mi appresto a lasciare la guida del Partito Radicale transnazionale e transpartito per assumere l'incarico di Commissario all'UE per i consumatori, gli aiuti umanitari e la pesca, non posso non prendere una ferma posizione su questo ennesimo episodio della grave crisi internazionale che colpisce tanta parte del mondo, mettendo a repentaglio la credibilità e la stessa esistenza dell'ONU, come della Comunità Europea e in generale della comunità internazionale. Son certa che il Partito radicale saprà cogliere l'occasione del prossimo Congresso per lanciare nuova valide iniziative, che valgano a contrastare questo processo di disgregazione

Il partito, e il 37o Congresso hanno però dinanzi a sé un obiettivo prioritario e difficilissimo. Quello di reperire i mezzi necessari perché l'iniziativa radicale, che adesso si è aperta anche negli Stati Uniti, possa svilupparsi nelle forme e con la forza adeguata. Nel 1993, grazie ad una grande campagna di iscrizioni svoltasi sopratutto nel "serbatoio italiano" vennero raccolti, dai 37000 iscritti, circa 13 miliardi. Oggi, arriviamo al congresso con circa 2 miliardi di deficit. Ancora una volta, dovrà essere il serbatoio italiano quello chiamato prioritariamente a salvare il partito, ben sapendo però che le nostre battaglie si svolgeranno ancora nei paesi dell'Est europeo, nel confronto prioritario con l'ONU, e probabilmente sul nuovo fronte della crisi delle istituzioni europee, EU in testa.

Ci stiamo interrogando in questi giorni se il tentativo di creare il primo partito transnazionale della storia sia valido e meriti questi nostri sforzi, e persino la rinuncia, che spero sia momentanea, di gran parte dei nostri collaboratori ai rimborsi spese. Se il Congresso risponderà di sì, come mi auguro, questo sarà non solo e non tanto in considerazione degli indiscutibili successi raggiunti con la costituzione presso l'ONU della Corte Penale permanente sui crimini contro l'umanità e il grande confronto in Assemblea Generale per la moratoria della pena di morte, ma tenendo presenti i grandi problemi che sono sul tappeto per i democratici e liberali di tutto il mondo. Dalla lotta contro il proibizionismo sulle droghe a quella per la riduzione dell'AIDS e delle pandemie, dalla adozione di una lingua ausiliaria internazionale alla stessa battaglia federalista europea, sono tutti impegni che noi siamo certi richiedono la presenza e la forte iniziativa di un soggetto politico transnazionale, capace di condur

re una politica del diritto e dei diritti nella sua unica dimensione possibile e realistica oggi.

Formalizzerò le dimissioni da segretariA del partito entro il 18 gennaio, data del mio insediamento alla Comunità europea. Ma nel periodo che resta fino a quella data mi impegnerò per la campagna di iscrizioni, sulla quale chiamo tutto il partito, i compagni e sostenitori ad impegnarsi senza riserve e ritardi."

 
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