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Il Salvagente - 16 febbraio 1995
QUELLA LEGGE CHE NON C'E'

Primato assoluto in Europa: siamo l'unico Paese ancora privo, da anni, di una norma generale che difenda i consumatori e dia rappresentanza e poteri alle loro organizzazioni. Ma oggi alcuni importanti fatti nuovi autorizzano maggiore ottimismo. E vediamo perché.

Il Salvagente, 16 febbraio 1995

di Stefano Dalla

Che fine ha fatto la legge quadro sui consumatori? L'araba fenice del Parlamento giace in attesa ormai da tre legislature. L'Italia continua così a detenere il non invidiabile primato di essere l'unico Paese europeo privo di una legge nazionale di carattere generale che difenda i consumatori e dia rappresentanza e poteri alle loro forme organizzate. Va detto, a parziale scusante, che dove non sono arrivati deputati e senatori, sono arrivati saggiamente i consiglieri regionali. Infatti, la maggior parte delle Regioni italiane si sono dotate di leggi, pur diverse per ispirazioni e contenuti, a tutela dei consumatori. E' anche vero che in questi anni non sono mancate discussioni, proposte, disegni di legge e che nella decima legislatura il Senato giunse persino ad approvare un testo, mai approvato dalla Camera a causa dello scioglimento anticipato del Parlamento.

L'assenza di una legge generale di tutela dei consumatori è resa ancor più grave dall'applicazione del TRATTATO DI MAASTRICHT. Infatti, con questo atto di nascita dell'Unione europea, la protezione dei consumatori è entrata a far parte ufficialmente anche dell'ordinamento italiano. Il titolo XI del nuovo Trattato si apre con l'articolo 129A che impone ai governi degli Stati membri di adottare misure specifiche per tutelare la salute, la sicurezza e gli interessi economici dei consumatori.

E allora? Allora serve riprendere un'iniziativa per giungere in tempi rapidi a una chiara disciplina legislativa. Le associazioni si sono già mosse. In una lettera inviata alcuni mesi orsono all'ex presidente del Consiglio Berlusconi e ai presidenti di Camera e Senato, AICONSUM, ADOC, ASSOCONSUMATORI, COMITATO DIFESA CONSUMATORI, FEDERCONSUMATORI, LEGA CONSUMATORI ACLI, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI scrivono che "se si vogliono cogliere tutte le potenzialità del Mercato Unico, occorre avviare anche nel nostro Paese un'attività politica sul consumo, attraverso una nuova soluzione istituzionale, una legge quadro sulla rappresentanza dei consumatori, la facoltà di agire in giudizio da parte delle associazioni consumatori".

Due fatti nuovi possono, tuttavia, aiutare l'approvazione di una legge quadro. Il primo è dato dalla designazione di un commissario italiano alla funzione di protezione dei consumatori dell'Unione europea. la neo commissaria EMMA BONINO è convinta della necessità di adeguare il nostro Paese al resto dell'Europa e pur non potendo intervenire direttamente sul Parlamento italiano, per il sacrosanto rispetto della sua autonomia, può far sentire, e autorevolmente, la propria voce.

Il secondo è dato dal proficuo lavoro svolto dalla CONSULTA DI ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI operante presso il Ministero dell'Industria, commercio e artigianato.

L'organismo, diretto da RENATO STRADA, e già riconfermato dal ministro Clò, ha istituito fin dallo scorso settembre una Consulta di 15 esperti indicati dalle associazioni dei consumatori con il compito di discutere il problema e dare indicazioni concrete.

"L'ideale sarebbe una legge quadro sulla materia", afferma Strada "e ci stiamo impegnando proprio su questo. Il nostro organismo, già allargato ai rappresentanti delle consulte regionali esistenti, può essere la base per una rappresentanza nazionale degli interessi dei consumatori in vista di un Consiglio delle associazioni di consumatori e utenti che indirizzi le politiche nazionali".

Imboccare questa direzione potrebbe facilitare il superamento di differenze esistenti nei disegni di legge esaminati negli ultimi anni dal Parlamento. Infatti, si è discusso molto su dove collocare la funzione di protezione dei consumatori: chi pensava a un ministro, chi a un sottosegretario presso la presidenza del Consiglio, chi a sottosegretari presso l'uno o l'altro ministero. Dare, intanto una rappresentanza visibile e dei poteri di proposta, di controllo, di indagine all'insieme delle associazioni consumeristiche sarebbe già un bel passo avanti.

Va evitato tuttavia, il contentino o peggio una rappresentanza formale svuotata di reali poteri. ANNA BARTOLINI del Comitato difesa consumatori e vice presidente del BEUC, sottolinea "la necessità di un vero e proprio programma di politica consumeristica che miri a dare dignità di rappresentanza e autonomia al movimento dei consumatori-utenti italiano evitando il pericolo di una istituzionalizzazione del consumerismo".

L'esigenza di una nuova campagna pubblica a sostegno della legge quadro è sostenuta da ANNA CIAPERONI, segretaria della Federconsumatori. "Una buona legge serve anche per dare un punto di riferimento chiaro ed inequivocabile alle aziende per favorire sempre più una maggio qualità dei consumi".

Bisogna essere ottimisti? Senza facili illusioni, diciamo che, rispetto al passato, ci sono alcuni importanti fatti nuovi che autorizzano a sperare che governo e Parlamento divengano meno sordi. E anche Il Salvagente non mancherà di far sentire la sua voce.

 
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