In merito alle notizie relative all'invito rivolto dalla Soprintendenza di Pompei ai custodi degli scavi di munirsi di armi durante la sorveglianza notturna, Paolo Pietrosanti -Consigliere federale del Partito radicale- ha oggi inviato alla Procura della Repubblica di Napoli il seguente esposto:
»Io sottoscritto Paolo Pietrosanti, nato a Roma il 27/6/1960 ed ivi residente, anche nella mia qualità di Consigliere federale del Partito radicale
P R E M E S S O
che da notizie di stampa si apprende che ai custodi dell'area archeologica di Pompei è stato richiesto dalla Soprintendenza competente di munirsi di armi allo scopo di sventare il pericolo di furti nell'area;
P R E M E S S O A L T R E S I'
che la disponibilità di armi in generale, e tanto più per persone né addestrate né presumibilmente avvezze all'uso delle stesse, costituisce un sicuro pericolo sia per che le usa sia per gli eventuali ladri, e favorisce in sé la commissione di sia pure non premeditati delitti;
che tale decisione della Soprintendenza -lungi dal costituire un problema di carattere esclusivamente sindacale- palesa una incapacità assoluta delle autorità preposte di garantire alla collettività il possesso di opere d'arte e di manufatti di straordinario valore artistico e culturale;
C H I E D O
se la decisione di cui sopra non costituisca reato, almeno nella misura in cui pone in pericolo l'incolumità di cittadini.
»Mi chiedo -ha dichiarato l'esponente radicale- se davvero le autorità preposte alla conservazione degli inestimabili beni artistici e archeologici non abbiano altra soluzione da prospettare che armare i custodi di scavi e musei; e se si giungerà un giorno ad organizzare i cittadini per la sorveglianza armata dei disastratissimi musei italiani.