Marco Pannella, con un comizio ieri in Largo Goldoni, ha aperto la campagna elettorale della lista che porta il suo nome. Sotto una pioggia battente Pannella ha presentato i candidati tra i quali figurano Marco Taradash - deputato al Parlamento Europeo e segretario del Cora - , Gabriella Fanello Marcucci (già direttrice dell'archivio storico della DC), Emma Bonino e Vanna Barenghi. "Il 5 aprile -ha affermato Pannella- i vostri partiti avranno l'unico problema di avere 10 deputati in più o in meno. Ne hanno sempre avuti tanti: cosa cambierebbe? Noi invece dobbiamo lottare per raggiungere il quorum a Roma o altrove. Perchè - si è chiesto Pannella - La Malfa dovrebbe riuscire fare domani quello che non ha saputo fare in 40 anni. In quattro nel '76 abbiamo condotto battaglie memorabili: vi ricordate Giorgiana Masi, il caso Moro. Le cose che oggi Cossiga comincia a confessare noi le avevamo capite quando i disastri potevano essere impediti. In 40 cosa non avremmo fatto? Alle altre forze, al PDS ad esempio, non so
no mai mancati i numeri, bensì la politica." Pannella ha sottolineato con forza la necessità di giungere presto ad una riforma elettorale all'anglosassone "uno contro uno". "O la politica ha delle regole certe -ha affermato Pannella-, che permettono di governare, oppure è un papocchio nel quale ci si perde e si va a sbattere." A proposito di coloro che voteranno Lega, Pannella ha parlato di "greggi di pecore che con la stessa coerenza sono passati dai partiti di regime alla protesta". Critiche aspre il leader radicale ha riservato al cosiddetto Patto Segni.
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