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Agora' Agora - 19 marzo 1992
RASSEGNA STAMPA CROATA DEL 19.3.92. - SINTESI DEI GIORNALI - a cura di Beba Klaric

Argomenti: 1. Le trattative di Sarajevo

2. Politica interna croata

3. Vita di profughi

4. Politica interna serba

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1. LE TRATTATIVE DI SARAJEVO

VJESNIK (Il Corriere)

titolo: IL 44 % DI TERRITORIO E' STATO ASSEGNATO SIA AI MUSULMANI CHE AI SERBI

4 colonne, 1/4 di pag.

pag. 1

scrive Mladen Mirosavljevic

Al quinto round delle trattative è stata finalmente accettata la Dichiarazione sull' organizzazione costituzionale della BiH. Però la Dichiarazione non è stata firmata perchè, secondo la proposta del Presidente della Conferenza sulla BiH, il portoghese Jose Cutileiro, la Dichiarazione dovrà prima essere verificata da un nuovo referendum. Secondo la carta geopolitica, proposta dalla CEE, la BiH sarà proclamata uno stato diviso in tre unità costitutive; quella musulmana a cui verrà assegnata l' amministrazione di 52 comuni, quella serba con 37 comuni e quella croata con 20 comuni. All' infuori delle regioni etniche si troverebbero così il 18% di musulmani, il 50% di serbi e il 59% di croati. Prima di partire da Sarajevo, Cutileiro, ha aggiunto che questo documento viene compreso come una base per le future trattative che sicuramente verranno prolungate perchè c'è da discutere ancora su vari aspetti.

VJESNIK (Il Corriere)

titolo: NON CI SONO PIU' MOTIVI PER LA GUERRA CIVILE IN BiH

3,5 colonne, 1/3 di pag.

pag. 7; cartina politica della BiH

scrive Mladen Mirosavljevic

Irfan Ajanovic, il portavoce del Partito dell' azione democratica (SDA- Partito musulmano) ha valutato le ultime trattative di Sarajevo come un passo avanti per l' indipendenza e la sovranità della BiH. Alla domanda dei giornalisti riguardante il Parlamento serbo in BiH, che dovrebbe riunirsi in assemblea per decidere se la Dichiarazione verrà accettata, Ajanovic ha risposto che le correzioni del documento sono sempre possibili, siccome non è ancora firmato, ma se rifiuteranno il documento dovranno assumere le responsabilità davanti alla CEE.

Il Presidente del SDS (Partito democratico serbo), Radovan Karadzic si è dichiarato molto soddisfatto dei risultati delle trattative specificando che adesso non ci sono piu' motivi per una guerra civile. Inoltre, Karadzic è sicuro che la CEE non riconoscerà la BiH il 6. aprile, perchè commetterebbe un grosso errore riconoscendo questa Repubblica prima della sua completa trasformazione e ricostruzione.

Anche il rappresentante del terzo grande partito nazionale bosniaco, dell' HDZ, il croato Vlado Santic ha valutato le ultime trattative molto positivamente, interpretando il documento come un fatto ormai ineludibile.

Però la questione che rimane aperta è il destino dell' Armata federale, la quale si è fin ora dimostrata protagonista della crisi jugoslava, mentre nelle trattative in BiH viene messa da parte. Il che potrebbe dimostrarsi molto pericoloso.

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2. POLITICA INTERNA CROATA

VECERNJI LIST (Il Giornale della Sera)

titolo: RIFORMA ACCELERATA

1 colonna, 1(5 di pag.

pag. 3

HINA

Alla seduta del Governo croato tenutasi il 18.3. è stato approvato il Disegno del bilancio statale per il 1992, che ammonta alla somma di 269,6 miliardi di dinari croati. Gli esperti del Ministero della finanza considerano che questa somma sia raggiungibile solo con l' aiuto dei crediti dall' estero. Inoltre per realizzare il bilancio statale è necessario accelerare il processo di privatizzazione dei beni statali e la vendita degli appartamenti.

VECERNJI LIST (Il Giornale della Sera)

titolo: HNS RICHIEDE LA DIVISIONE DELLE AZIONI

4 colonne, 1/6 di pag.

pag. 4

scrive Z. Duka

Alla conferenza stampa del Partito popolare croato (HNS) è stato sostenuto che la ripartizione gratuita delle azioni delle ditte ex-statali, agli operai, rappresenta l' unica via che porta alla prosperità, allo sviluppo della democrazia in Croazia. Il processo di privatizzazione del Governo invece, così come è stato concepito, ovvero prevedendo la vendita delle azioni non è nient'altro che una rapina effettuata dallo Stato.

SLOBODNA DALMACIJA (Dalmazia Libera)

titolo: "REALTA' NUOVE" DI BUSH E TUDMAN

4 colonne, 2/3 di pag.

pag, 5

scrive Danko Plevnik

Tudman è stato spesso rimproverato di aver accettato le richieste della CEE senza esprimere le proprie condizioni. Però viene dimenticato spesso che la Croazia era solo una delle parti interessate nella crisi jugoslava. Se gli Stati Uniti si preparano a riconoscere le nuove realtà jugoslave allora anche Tudman può essere lodato di esser riuscito a creare queste nuove realtà, anche se ha svolto una politica decisa ma anche inconsistente. Per quanto riguarda la futura politica jugoslava o meglio dire serba, le cose si svolgeranno così. La Iugoslavia proporrà alla CEE di lasciare che sia il popolo delle regioni controllate dall' UNPROFOR a decidere da che parte sta. Poiché il popolo di queste regioni, almeno quello rimasto cioè non cacciato via dai cetnici, è già dalla parte jugoslava la Croazia perderà l' amministrazione in questi territori. Ma si tratterà soltanto di una pausa perchè già adesso a Belgrado vengono arrestati tutti i cosiddetti ministri delle varie Krajine. Se la Serbia è entrata in questa guer

ra avendo veramente l' intenzione di prendersi dei territori allora ha fatto un buco nell' acqua, perchè l' unico fatto che si è ripetuto durante tutte le conferenze della CEE è l' impossibilità di cambiare i confini con la forza. Contemporaneamente la Serbia ha fatto un' altro errore, cioè lo status speciale che richiedeva per i serbi in Croazia verrà richiesto anche per gli albanesi del Kossovo. Però la politica croata non dovrebbe limitarsi a scrutare cinicamente i fallimenti della politica serba, ma dovrebbe cogliere l' occasione per metter fine alle insinuazioni della politica grandeserba.

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3. VITA DI PROFUGHI

VECERNJI LIST (Il Giornale della Sera)

titolo: I SERBI TRASLOCANO NELLE CASE CROATE

2 colonne, 1/2 pag.

pag. 7; foto di profughi

scrive V. Sasko

Dopo piu' di 6 mesi di provocazioni e di terrore, 155 croati dei villaggi Tompojevci e Sarengrad presso Vukovar, hanno ceduto e hanno lasciato le loro case. Dicono di aver preso questa decisione dopo l' ultima minaccia: "O vene andate entro 10 minuti o sarete uccisi!". Sono arrivati ieri sera a Zagabria con un foglio di carta firmato sotto pressione che rappresenta una "prova della loro libera decisione di voler lasciare i villaggi per poter traslocare in Croazia". Uno di loro racconta: "Ci picchiavano quasi quotidianamente, per ore e ore, con fucili e bastoni. Ci mettevano in bocca canne di pistole. Questo ci faceva la polizia militare federale, mentre i cetnici della regioni li informavano chi e quanto dovrebbero picchiare." E l' altro aggiunge: "Nelle case dei croati che se ne erano già andati mettevano i serbi di Nasice, Donji Miholhac e della Slavonia occidentale. Hanno cacciato via tutti i ricchi, e ci sono rimasti solo i poveri e i vecchi".

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4. POLITICA INTERNA SERBA

VJESNIK (Il Corriere)

titolo: "IL POPOLO ELETTO" HA UN DEBOLE PER I QUATTRINI

2 colonne, 1/10 di pag.

pag. 6

scrive Ivkica Bacic

Martedì pomeriggio si sono incontrati a Belgrado le delegazioni della Serbia e del Monte negro per mettersi d' accordo sui cambiamenti costituzionali della futura Iugoslavia. Vi era presente Milosevic, che si è ripreso completamente da qualsiasi cosa gli sia successa, e anche i rappresentanti delle Krajine condotti da Mile Paspalj che si è dichiarato molto insoddisfatto dell' arrivo dei Caschi blu, i quali, secondo lui, non rappresentano una garanzia sufficiente per l' annessione delle Krajine alla Iugoslavia. Un' altro rappresentante delle Krajine, Ilija Koncarevic, ha richiesto dal Parlamento jugoslavo "un po' di aiuti liquidi" per i profughi serbi, altrimenti potrebbero "esser corrotti dal Vaticano" che in questo modo ostacolerebbe il loro ritorno nelle Krajine.

 
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