A seguito delle notizie pubblicate ieri a proposito dei bilanci dei partiti, il tesoriere del Partito radicale, Paolo Vigevano, ha inviato la seguente lettera ai direttori del 'CORRIERE DELLA SERA' e de 'la Repubblica':
Roma, 2 aprile 1992
Caro direttore,
nella giornata di ieri, a partire probabilmente da una nota d'agenzia, sia "La Repubblica" che il "Corrieire della Sera" hanno indicato nei "Verdi" l'unico partito che ha chiuso il bilancio 1991 con un avanzo cumulato anziché un disavanzo. Il redattore non si è evidentemente accorto che il Partito radicale ha chiuso con un avanzo cumulato di 1.400 milioni, tanto è vero che addirittura la tabella riportata su "La Repubblica" precisa che il Partito radicale non indica tale dato e questo non è vero.
Tutto ciò per dovuta precisazione, ma non perché questo dato abbia una qualche rilevanza politica. Il risultato di bilancio che i partiti devono esporre in base alla legge non ha nessun senso, infatti se un partito impegna il proprio patrimonio immobiliare (che peraltro in bilancio non risulta) e ottiene in cambio un finanziamento da una banca, in base al bilancio prescritto dalla legge, se non spende tutti i soldi ricevuti in prestito, a fine anno risulterà avere un risultato positivo dell'esercizio. In base alla legge non risulta il patrimonio, non risulta il debito con la banca. Se quel partito non restituisce i soldi alla banca, ma mantiene in vita il prestito, il risultato positivo del primo anno si cumulerà in tutti gli anni successivi. Altrettanto dicasi per i debiti con i fornitori. Se questi non vengono pagati, in bilancio non devono nemmeno comparire e la relativa passività non risulterà in alcun modo. Perciò i bilanci in "rosso" nascondono situazioni molto più gravi di quelle che appaiono, mentre
un risultato cumulato attivo potrebbe anche essere stato ottenuto con un costante aumento dei debiti.
Pertanto si tratta di bilanci che non possono dire la verità perché ne dicono soltanto una parte, dicono se un partito ha incassato più o meno di quanto ha pagato, ma non dicono se i proventi sono stati superiori o inferiori alle spese.
Anche per questa ragione il Partito radicale ha promosso la raccolta e raccolto da solo le firme sul referendum contro questa legge di finanziamento ai partiti.
Paolo Vigevano
Tesoriere del Partito radicale