In merito alle recenti interviste di Claudio Martelli e Massimo D'Alema su un eventuale patto a tre fra socialisti, socialdemocratici e PDS, Marco Taradash, eurodeputato antiproibizionista, eletto a Montecitorio nella Lista Pannella, ha scritto la seguente nota:
"E se Martelli comprendesse che l'opinione pubblica, progressista o moderata che sia, è stanca di osservare gli abilissimi uomini politici intenti a meditare sulle forze in campo. E se capisse che oggi da un politico ci si aspetta, almeno!, che sia uomo di governo e non più soltanto di partito o di partiti. E se fosse, come noi, stanco di studiare le mosse sulla scacchiera, perché ormai il colore e la forma dei pezzi non ci dice più niente sul loro reale valore e schieramento. E se riuscisse a fare l'unico gesto vivo e vero, quello di rovesciare la scacchiera, e di parlare direttamente al paese e alle forze politiche che lo rappresentano.
Allora capirebbe che non c'è niente di più usurato, di meno utile, di più lontano dagli interessi e dai sentimenti della gente (anche di quella di sinistra) del ripiegarsi su di una irreale, inessenziale, burocratica rappresentanza tripartitica di una internazionale socialista altrettanto irreale, inessenziale e burocratica. E allora Claudio Martelli, e forse oggi soltanto Claudio Martelli, potrebbe trovare la forza di accompagnare Mario Segni, sulla strada da lui giustamente indicata, che è la strada della responsabilità di programma e della riforma elettorale. E forse Martelli saprebbe meglio di Segni parlare al cuore e alla ragione di coloro che dovranno per primi soffrire di decisioni dure che non potranno non essere che di destra economica, ma che possono e potranno anche legarsi a progetti di sinistra sociale.
E forse Martelli saprà meglio e in modo più convincente di Mario Segni parlare di ambientalismo, e di diritti di cittadinanza, e di competenza, e - forse - dopo due anni di sperimentazione della peggiore delle leggi, di proibizionismo e antiproibizionismo e quindi di una lotta alla criminalità che unisca diritto ed efficacia. E forse allora, da Occhetto a Pannella, da Scalfaro ad Amendola, da Martinazzoli a Giannini, da Segni a Orlando, da La Malfa a Cariglia a Garavini ad Altissimo al professor Miglio, potranno arrivare risposte e proposte chiare, dei veri sì e dei veri no. E forse allora le parole non saranno più sabbia per seppellire le cose ma con i sì e con i no potremo costruire vere alleanze e vere divergenze".