Caro/a,
il 36· Congresso del Partito Radicale si svolgerà a Roma nel pieno dello svolgimento della crisi istituzionale e politica italiana, in giorni che potrebbero rivelarsi anche drammatici. Non sarà male che una forza - transnazionale e transpartitica, come la nostra - segga in quei giorni, in quelle ore, offrendo una possibile tribuna democratica ai militanti nonviolenti, referendari, antiproibizionisti, federalisti-europei, riformatori "anglosassoni", a parlamentari di 30 paesi e di 75 diverse forze politiche nazionali, a esponenti e membri di altri partiti italiani, mentre tentazioni pericolose potrebbero anche manifestarsi e prender corpo nei Palazzi del potere italiano.
Il Congresso servirà anche da contenitore, in margini e spazi che stiamo cercando di assicurare, per loro autonome, brevi riunioni o assemblee, al Cora (ed eventualmente all'Arcod), all'Era, esperantista, al gruppo Satyagraha, a militanti ambientalisti del Partito (e non), ad una prima riunione nazionale del Movimento dei Clubs "Marco Pannella".
Istituzionalmente, il Congresso dovrà tornare ad esercitare in proprio i poteri statutari delegati agli organi dirigenti dal Congresso di Budapest, tre anni or sono. Il "transnazionale transpartitico", o il "transpartito transnazionale", obiettivo esclusivo allora deliberato, prenderà così per la prima volta forza deliberante nella normalità statutaria.
La situazione è difficilissima, ma, anche, altrettanto chiara. Da un Partito che, trentasei mesi fa, constatava di rischiare nell'immediato una "bancarotta fraudolenta", politica ed economica, e che si rifiutava di pagare questa omologazione alla "democrazia reale" della partitocrazia italiana, è oggi nato ed operante un Partito patrimonialmente sano, anche se in difficoltà economica e finanziaria essendo ora privo di risorse adeguate per il venir meno del finanziamento parlamentare e pubblico conseguente alla sua fuoriuscita dalle istituzioni nazionali; un Partito che oltrepassa i 4mila iscritti, dei quali meno della metà italiani, con una maggioranza relativa di membri dell'ex Urss; un Partito che ha nel Parlamento rumeno il più consistente numero di membri parlamentari, seguiti da quelli della ex-Jugoslavia (in particolare croati).
Avendo il Partito Radicale, in questi tre anni, confermato e radicalizzato i suoi punti fermi, i suoi obiettivi ed i suoi connotati politici, è certo che i nostri ideali e le nostre idee dimostrano oggi una potenzialità di aggregazione e di forza, come risposta ai problemi della nostra società e del nostro tempo, una capacità di servizio democratico che non tutti noi speravamo possibile.
Questo è accaduto grazie alla generosità intellettuale, civile, umana di poco più di 2500 donne e uomini, italiani, che hanno con la loro iscrizione in questi due difficilissimi anni consentito, moralmente, politicamente, finanziariamente l'avvio della esecuzione del "progetto transnazionale", il processo di conversione e di potenziamento della presenza radicale in Italia, con i suoi temi, le sue analisi, le sue lotte, la sua comprovata e assolutamente unica, per ora, pratica di ecologia della politica, di biodegradabilità degli averi e dei poteri, di servizio civile, di efficacia organizzata, come l'esito della campagna "dieci firme per nove referendum" ha dimostrato.
Senza anticipare le deliberazioni del Congresso, dobbiamo però avvertirvi che, senza una pressoché immediata quadruplicazione degli iscritti italiani, il Partito dovrà affrontare una pericolosa congiuntura, una riduzione o una sospensione della esecuzione di quel progetto transnazionale e transpartitico che, politicamente, rappresenta una esplosiva riserva di forza e di affermazione anche sul "fronte italiano". Costringendoci ad intaccare di nuovo quella sana situazione patrimoniale ed economica che abbiamo miracolosamente conquistato e che può e deve divenire esempio per ogni altra forza politico-sociale.
Occorre conquistare altro tempo per far maturare anche a livello dirigente delle altre forze politiche a vocazione o a sviluppo democratici la consapevolezza della opportunità e della urgenza di usare il "contenitore" di riforma e di democrazia, di alternativa che è divenuto il nostro Partito. Questo tempo è poi letteralmente indispensabile perché si compia quell'opera di propaganda e di informazione che già sta dando così chiaramente i suoi primi frutti nell'ex-Urss e in non pochi Paesi liberati dal giogo totalitario ed in preda ad angosciose degradazioni del loro tessuto sociale, economico e istituzionale.
Il 36· Congresso sarà prezioso per dare, o rendere, ciascuno di noi, ed a tutti, la forza di andare avanti, di "non mollare".
Per quanto questo possa sicuramente richiedere "sacrifici", ed "espedienti", è dunque importante assicurare il massimo di presenze, anche a partire da chi, attorno a noi, non lo considera come necessario per se, ai nostri lavori. E, subito, contribuire alla campagna per la quadruplicazione delle iscrizioni in queste settimane, con ogni mezzo, vaglia telegrafici, andata di persone nelle sedi (dove esistono), raccolta delle quote di iscrizioni di coloro che non verranno al Congresso, per portarle con te. Te ne saremo grati. Non sappiamo se possa importarti, come speriamo: ma abbiamo tutti bisogno di incoraggiamento. Grande bisogno, credilo. Comunque ti sia possibile darlo e darcelo, sarà importante.
Un cordiale saluto.
Sergio Stanzani
Paolo Vigevano
Emma Bonino
Marco Pannella
Bruno Zevi