IL LUNGO SPOT CATTO-SOCIALISTA DI RAIDUE SU DROGA E L'AIDS '62 ORE PER LA VITA' DIMOSTRA CHE QUESTA RAI NON PUO' ESSERE SALVATA. E' NECESSARIA L'ABOLIZIONE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA E, SUBITO, DEL SUO POTERE DI ELEGGERE IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA RAI. E' NECESSARIO LIQUIDARE SUBITO ALMENO UNA RETE NAZIONALE RAI. CONTRO LA RAI, PER IL SERVIZIO PUBBLICO.
Dichiarazione di Marco Taradash, eurodeputato antiproibizionista, eletto a Montecitorio nella Lista Pannella:
RAIDUE ha organizzato un lungo e trionfante spot su droga e AIDS, per illustrare i meriti della politica governativa contro droga e AIDS e per dare un ulteriore premio di immagine alle comunità terapeutiche paragovernative, irrorate da dosi massicce di denaro statale. La parola più abusata durante le 62 ore di trasmissione è stata solidarietà. Ma a RAIDUE non sanno che solidarietà significa anche tolleranza, rispetto dei diritti, esercizio della facoltà critica. In realtà quello che è scorso sul video è stato il lungo catalogo di uno dei peggiori vizi nazionali: la carità di stato, fatta di prebende, privilegi e ipocrisie, gestita dai potenti a spese degli onesti.
Non a caso sono state cancellate le voci più autorevoli del cattolicesimo non clericale e del laicismo non autoritario.
Non a caso al primo accenno di dissenso da parte di qualche ospite in studio il conduttore Riccardo Bonacina, costretto del resto a lavorare sotto lo sguardo vigilante del direttore di RAIDUE Giampaolo Sodano, ha spento con soffice protervia la comunicazione. Non a caso, nonostante che Bonacina mi avesse personalmente assicurato che nessun politico avrebbe preso parte alla trasmissione, sono apparsi il ministro Rognoni e il non ministro Formigoni. Non a caso gli appuntamenti telefonici concordati con alcuni esponenti antiproibizionisti (da Vanna Barenghi a Amato Lamberti) dopo una nostra serie di lettere, non sono stati rispettati. Non a caso un redattore si è lanciato in una invettiva contro gli antiproibizionisti (senza diritto di replica) accompagnandola con uno sperticato elogio di Bettino Craxi. Non a caso sono state invitate in studio le sedicenti 'madri coraggio di Napoli' anche se la loro organizzazione è stata decimata dalle inchieste della magistratura che ha inquisito alcune del gruppo proprio per
spaccio di stupefacenti.
A questo punto è a tutti evidente che la RAI non può essere cambiata col riformismo, ma che servono misure draconiane per sottrarre l'azienda ai partiti e restituire il servizio pubblico ai cittadini. Fra queste l'abolizione della Commissione parlamentare di vigilanza, che ha sequestrato al Parlamento da decenni il potere di controllo. La liquidazione subito del suo potere di eleggere un consiglio di amministrazione della RAI scelto in una rosa preparata dai partiti. E soprattutto la restituzione al paese e al mercato di uno o due canali nazionali, attraverso l'abolizione di una rete e la eventuale ridefinizione di un'altra. Spero che su queste proposte si possa presto aprire un ampio dibattito nel nuovo Parlamento.