AL PRESIDENTE DELLA RAI
PROF. WALTER PEDULLA'
VIALE MAZZINI
e p.c. al direttore generale
Gianni Pasquarelli
al direttore di RAIDUE
Giampaolo Sodano
Caro Pedullà,
Le porgo innanzitutto i migliori auguri per la carica di presidente della RAI che ha di recente assunto.
Purtroppo devo rivolgermi a Lei per denunciare un caso esemplare di disinformazione e di violazione delle regole fondamentali del servizio pubblico. Mi riferisco al programma 62 Ore per la Vita trasmesso da RAIDUE nei giorni 17, 18 e 19 aprile.
I fatti: Raidue organizza intorno ai giorni di Pasqua un lungo programma su emarginazione, droga, AIDS, intitolato '62 ore per la vita', supplemento de 'Il Coraggio di vivere'. Appena vengo a conoscenza dell'iniziativa cerco, come segretario del CORA (Coordinamento radicale antiproibizionista), di mettermi in contatto col conduttore Riccardo Bonacina: invio una lettera in cui ricordo l'impegno contro l'AIDS del CORA e degli eletti antiproibizionisti nei consigli comunali e regionali oltre che al Parlamento Europeo. Ricordo le leggi che abbiamo proposto e spesso fatto approvare per la prevenzione dell'AIDS fra i tossicodipendenti: istituzione di unità mobili di strada e di macchinette scambiasiringhe, affermazione della libertà terapeutica del medico, distribuzione delle siringhe sterili e dei profilattici nelle carceri, assistenza domiciliare e sussidi agli ammalati di AIDS. Scrive una lettera a Bonacina anche Vanna Barenghi, vicesegretaria del CORA e autrice di alcune proposte di legge approvate dal Consigl
io regionale del Lazio.
Bonacina, molto cortesemente, mi telefona, e mi dice che nel corso del programma non sono previsti interventi politici in video, ma soltanto collegamenti con comunità o centri di assistenza. La cosa mi sembra strana: come si può parlare di tossicodipendenza e AIDS senza misurarsi con le strategie politiche che alimentano o riducono questi drammi? E' una scelta redazionale - afferma Bonacina - poiché si vuole dare il maggiore spazio alle comunità e ai centri di assistenza e accoglienza. I politici, compreso il ministro De Lorenzo, interverranno soltanto per telefono. Alla fine si concordano due interventi telefonici, uno mio e uno di Vanna Barenghi. La redazione aggiunge anche il nome di Amato Lamberti, direttore dell'Osservatorio sulla Camorra di Napoli.
Purtroppo la trasmissione si è svolta in modo da contraddire pesantemente le premesse. La parola più abusata durante le 62 ore di trasmissione è stata solidarietà. Ma a RAIDUE non sanno che solidarietà significa anche tolleranza, rispetto dei diritti, esercizio della facoltà critica. In realtà quello che è scorso sul video è stato il lungo catalogo di uno dei peggiori vizi nazionali: la carità di stato, fatta di prebende, privilegi e ipocrisie, gestita dai potenti a spese degli onesti.
Non a caso sono state cancellate le voci più autorevoli del cattolicesimo non clericale e del laicismo non autoritario. Non a caso al primo accenno di dissenso da parte di qualche ospite in studio il conduttore Riccardo Bonacina, costretto del resto a lavorare sotto lo sguardo vigilante del direttore di RAIDUE Giampaolo Sodano, ha spento con soffice protervia la comunicazione. Non a caso, nonostante le assicurazioni di Bonacina sono apparsi in video il ministro Rognoni e il non ministro Formigoni. Non a caso gli appuntamenti telefonici concordati con gli esponenti antiproibizionisti non sono stati rispettati. Non a caso un redattore (Piero Vigorelli) si è addirittura lanciato in una invettiva contro gli antiproibizionisti (senza diritto di replica) accompagnandola con uno sperticato elogio di Bettino Craxi. Non a caso sono state invitate in studio le sedicenti 'madri coraggio di Napoli' anche se la loro organizzazione è stata decimata dalle inchieste della magistratura che ha inquisito alcune del gruppo pr
oprio per spaccio di stupefacenti.
Quello delle 62 Ore per la Vita non è un caso isolato di disinformazione. E' soltanto l'ultimo episodio di una serie continua di violazioni del diritto ad essere informati che gli utenti della RAI sono costretti a subire da anni in tema di lotta alla tossicodipendenza e all'AIDS. Il Centro di ascolto radicale ne ha data ripetutamente ampia documentazione. Mi auguro che la sua presidenza vorrà concorrere a modificare in qualche misura le abitudini alla censura e all'esercizio arrogante del potere che sono tipiche del regime partitocratico in cui viviamo.
In attesa di un suo riscontro, Le porgo i miei migliori saluti
Marco Taradash
(segretario del CORA)