"Un Presidente della Repubblica che sottolinea e ribadisce la propria irresponsabilità giuridica e politica sul piano istituzionale e demanda ai cittadini un "giudizio morale" sulla propria azione e le proprie scelte, che queste annuncia e spiega direttamente al paese, a reti pubbliche e private riunite dalle sue pressioni politiche, e non a chi è responsabile per lui e di lui, e questo fa in giorni in cui la costituzione del Parlamento non è ancora compiuta, ponendosi con arteficio retorico e abusiva presunzione come l'interprete dei sentimenti della gente, e di chi detiene la funzione di rappresentante istituzionale della sovranità popolare, un Presidente della Repubblica che ingiuria come "armata Brancaleone" una maggioranza parlamentare, è sempre più un Presidente della Repubblica che attenta alla Costituzione, ai diritti dei cittadini, usurpa poteri e responsabilità non suoi, tradisce il giuramento di fedeltà alla Costituzione ed alla Repubblica, istiga chiunque a non rispettare le leggi e le regole.
Tutto ciò considerato, come cittadino e come parlamentare della Repubblica, tornerò a compiere il mio dovere, avendo il dovere di augurarmi che il Parlamento neo-eletto non si comporterà come quello precedente, cioè in modo complice, misero e irresponsabile.
Se in tal modo ribadisco il mio profondo dissenso politico dall'opera del Presidente Francesco Cossiga, se esprimo le più profonde preoccupazioni sul seguito che, temo, egli sarà portato a dare alla sua azione politica eversiva nel medio termine, è perché ritengo di doverlo anche all'amicizia con la quale egli ha la bontà di pubblicamente onorarmi, e che profondamente, anche se più discretamente, avverto e coltivo."