Nelle località ungheresi di Voivodina, Oromhegyes, Baszka, Kanizsa, Orom e Adorjan le autorità e forze di polizia serbe continuano le dimostrazioni di forza, costringendo con le armi gli uomini a raggiungere i vari fronti di guerra.
A Kanizsa hanno costretto un centinaio di giovani e meno giovani a salire su due pulman. Di fronte alle reazioni di resistenza delle famiglie, l'esercito e la polizia hanno risposto minacciandogli con le armi.
A Oromhegyes, una cinquantina di persone hanno rifiutato di raggiungere l'esercito, dichiarando che le autorità perseguono una guerra ingiusta. Fra queste persone si trovava Lajos Balla, membro della presidenza della Comunità Democratica degli Ungheresi di Voivodina.
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ULTIME NOTIZIE - ore 16,00
VOIVODINA
A Tresnjevac circa 100 riservisti richiamati sotto le armi hanno rifiutato di partire per questa guerra senza senso.
Tra questi, 50 sono di Tresnjevac e gli altri dei paesi vicini. Hanno fondato la Lega per la Pace alla quale si sono iscritti finora circa 300 persone. La loro unica "arma" è la parola.
Attorno a Tresnjevac cosi' come attorno ad Adorjan e Senteci stazionano i militari con i carri armati.
Questa mattina, militari armati hanno portato via un autobus pieno di riservisti. I loro parenti, usciti sulla piazza sono stati minacciati dai soldati con le armi spianate.
(Comunicato del Centro di Azione Antiguerra di Ada (Voivodina) - Vera Vebel Tatic, iscritta al Partito Radicale)