SITUAZIONE IN BOSNIA ED ERZEGOVINA
quotidiano di Zagabria "Vecernji list"
Sarajevo - Il Presidente Alija Izetbegovic ha dichiarato ieri sera al telegiornale: "Noi non abbiamo più scelta, l'unica cosa che ci rimane è combattere. Noi, naturalmente siamo per la pace, ma non nella schiavitù..." Ho detto ai difensori di non consegnare le armi. Izetbegovic ha denunciato l'aggressore - il SDS (Partito democratico serbo) e l'esercito jugoslavo.
La sede operativa di UNPROFOR si sposterà da Sarajevo a Belgrado.
Brcko - Finora sono stati segnalati 23 militari di difesa territoriale morti, 72 feriti e più di 200 civili morti.
Mostar - Granate di cannoni colpiscono tutta la città. Alcuni giorni fa gli osservatori CEE hanno lasciato la città e ieri anche i rappresentanti dell'UNPROFOR.
Bosanski Samac - La città si trova nelle mani dei cetnici, ma la difesa territoriale ha liberato i villaggi vicini.
quotidiano di Zagabria "Vjesnik"
Sarajevo - Granate di cannoni colpiscono tutta la città, la situazione più critica è nei quartieri nuovi. Durante la giornata è stata bruciata completamente la chiesa cattolica (costruita nel secolo scorso).
Bosanska Krupa - I terroristi serbi controllano due terzi della città, uccidono i civili e bruciano le case dei mussulmani.
Tuzla - Le grandi forze militari si avvicinano alla città. Tuzla ha un industria chimica molto forte e gli attacchi potrebbero provocare gravi danni ecologici.
SITUAZIONE IN CROAZIA
Osijek - Ieri, dalle 8 di mattina l'UNPROFOR ha preso il controllo sulle parti orientali e nord della zona occupata. L'esercito dovrebbe ritirarsi da quel territorio entro 72 ore. Ma, a Osijek alle 11,35 era già scattato un nuovo allarme generale.
L'esercito federale ha di nuovo prolungato la data per lo scambio dei prigionieri.
POLITICA INTERNA CROATA
Ivica Racan, presidente del Partito della riforma democratica ha dichiarato che secondo lui le nuove elezioni in Croazia si terranno alla fine di giugno.