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Notizie Radicali
Agora' Agora - 18 maggio 1992
RASSEGNA STAMPA DEI GIORNALI CROATI DEL 18 MAGGIO 1992.

articolo pubblicato sul quotidiano Vjesnik (Zagabria), pag. 9

TITOLO: La fuga dall'inferno

AUTORE: Inoslav Besker

Roma - "In Italia, preoccupata per le elezioni presidenziali, uno dei temi principali resta la guerra in Bosnia. Tema presente, in qualche modo, anche nella grande sala del Parlamento, dove sta per essere eletto il "primo cittadino" dell'Italia. Più di trenta "grandi elettori", per di più radicali, portano la fascia nera sulla manica in segno di lutto, protestando per il disinteresse dell'Italia e dell'Europa per la tragedia in Bosnia.

I radicali hanno anche organizzato le manifestazioni davanti all'ambasciata del regime di Belgrado a Roma, chiedendo di fermare il massacro e di ritirare l'ambasciatore Dusan Strbac.

Grandi manifestazioni contro la violenza e per il ritiro degli aggressori sono state organizzate sabato anche a Trieste."

(Più avanti, Besker parla del nuovo interesse dell' opinione pubblica italiana dopo il primo arrivo dei profughi dalla ex Jugoslavia in Italia. Cita l'articolo di Franco Venturini sul Corriere della Sera di domenica.)

Alla fine - "Ascoltando i politici italiani, c'è poca speranza perchè sia ascoltato l'appello dal Corriere. A Montecitorio, le fasce nere in segno di lutto sono, per adesso, in grande minoranza."

SITUAZIONE IN BOSNIA ED ERZEGOVINA

quotidiano di Zagabria Vecernji list

Sarajevo - Fino alle ore 17 era in corso una pace relativa. Però in seguito ha preso luogo un forte attacco sull'intera città. Nelle ultime 24 ore 23 persone hanno perso la vita, mentre 94 sono rimaste ferite. Gli abitanti di Sarajevo stano vivendo delle ore drammatiche anche perché la Radio bosniaca li sta informando che l'aggressore ha annunciato un bombardamento decisivo.

La Presidenza della Bosnia ed Erzegovina ha tenuto, ieri sera, a Sarajevo, un seduta dove è stato discusso il perché del non-ritiro dell'esercito federale dalle tre caserme di sarajevo. Anche se la Presidenza ha consentito alle truppe federali di prendersi le armi di fanteria, il ritiro non ha ancora preso luogo.

raduno serbo a Sarajevo - Ieri a Sarajevo, dopo l'invito del noto letterato serbo Vladimir Srebrov, alcune centinaia di cittadini serbi di Sarajevo hanno espresso le loro condoglianze per i caduti difensori di Sarajevo, condannando l'aggressione serba e montenegrina in Bosnia.

Conferenza stampa al centro-stampa internazionale di Sarajevo - Ieri sono stati presentati ai giornalisti stranieri i dati sui massacri di massa nei diversi villaggi del comune di Brcko (Lanista, Donji Vuksic, Ulice e Markovic Polje), dove sono state brutalmente uccise cc. 60 persone. Uno dei sopravvissuti ha dichiarato che i cetnici toglievano gli occhi, tagliavano braccia, gambe e sessi alle vittime, mentre i feriti venivano gettati sotto i carri di trasporto.

Bosanski Samac - Aumenta ancora il numero dei mussulmani che entrano a far parte delle unità croate contro l'aggressore.

Banja Luka - Secondo informazioni non ufficiali il cerchio bellico dovrebbe chiudersi intorno alla città entro il 20 maggio. I tank serbi stanno prendendo postazioni attorno alla città e i cittadini stano tentando di mandare i bambini a Zagabria, però via Belgrado e Ungheria, il che si dimostra molto difficile poiché il prezzo del biglietto aereo (unico mezzo di trasporto) è altissimo (100.000 dinari, lo stipendio di sei mesi di un cittadino comune).

quotidiano di Spalato Slobodna Dalmacija

Sarajevo - Il vicepresidente del Parlamento bosniaco, Mariofil Ljubic, ha dichiarato che il popolo bosniaco è pronto a liberare il paese lottando o trattando, però che i rappresentanti bosniaci non vogliono trattare con le armi puntate contro e nemmeno con il rappresentante serbo Radovan Karadzic. Inoltre ha accertato che le unità dell'esercito croato in B/H sono controllate dal Governo bosniaco e ha annunciato il prossimo incontro tra i rappresentanti croati e mussulmani sotto la sorveglianza della CEE.

SITUAZIONE IN CROAZIA

Osijek - 4 persone hanno perso la vita e altre 15 sono rimaste ferite durante l'attacco di ieri su osijek. L'allarme generale è stato segnalato alle 12,17 e alle 18,40, mentre le detonazioni si sentivano anche dopo le 23. In seguito all'attacco 5 fabbriche e altri 10 palazzi sono stati incendiati. L'aggressore negli ultimi tempi (dall'arrivo dei Caschi Blu) sta organizzando gli attacchi sulle proprie postazioni per poter rispondere con un attacco sulla città.

Vinkovci, Sisak, Karlovac, Gospic, Sinj, Zadar e Sibenik - sono stati attaccati ieri.

AIUTO UMANITARIO PER LA BOSNIA ED ERZEGOVINA

Zagabria - L'Alto Commissariato dell'ONU a Zagabria ha comunicato, domenica, che tutto è stato accordato con i rappresentanti della Presidenza bosniaca e l'esercito federale per l'invio del trasporto umanitario che dovrebbe partite mercoledì da Zagabria. Nell'organizzazione del convoglio umanitario hanno partecipato le organizzazioni CARE dell'Austria, la Caritas, Francia, Germania, Italia, marhamet, I medici senza frontiere, Olanda, Norvegia, La croce Rossa, Svizzera e l'UNICEF.

La giornalista della Radio Osijek, Dubravka Vuksanic, mi ha informato sulla lettera scritta dal sindaco di Osijek, Kramaric, al capo generale dell'UNPROFOR (caschi Blu), dove lui criticava le loro operazioni che fino ad adesso non hanno dato alcuni risultati, perché gli attacchi a Osijek continuano. Ha chiesto azioni più energiche ed efficaci e la punizione di quelli ceh violano il cessate il fuoco.

 
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