CONSEGNATA ALL'AMBASCIATORE UNA LETTERA AI GOVERNATORI DELLA VIRGINIA E DEL TEXAS.APPELLO AL PAPA.
COMUNICATO STAMPA DEL PARTITO RADICALE
Roma, 18 maggio - Si è svolta oggi, alle ore 15.00, una manifestazione del Partito Radicale davanti all'ambasciata americana a Roma, in Via Veneto, perchè siano sospese le esecuzioni previste nei prossimi giorni negli Stati Uniti.
Per mercoledì 20 maggio, le autorità dello stato della Virginia hanno fissato l'esecuzione di Roger Coleman, condannato a morte per un reato gravissimo, ma sulla cui colpevolezza molti avanzano seri dubbi. Intanto, le autorità del Texas stanno per giustiziare Robert Black e Jesus Romero.
I partecipanti alla manifestazione, alcune decine, hanno aperto davanti all'ambasciata uno striscione con la scritta "U.S.A., Non Uccidere", mentre una delegazione del Partito radicale con il segretario Sergio Stanzani, i consiglieri federali Sergio D'Elia e Basile Guissou e l'europarlamentare Marco Taradash è stata ricevuta dal primo ministro d'ambasciata John Brins e dalla prima segretaria Evangeline Monroe, a cui hanno consegnato la lettera inviata ai governatori della Virginia e del Texas.
Nella lettera - inviata anche a nome del Comitato promotore della campagna abolizionista del Partito radicale alla quale hanno aderito oltre mille parlamentari, uomini di governo e personalità della cultura, della scienza, dell'arte di tutto il mondo - il Partito radicale chiede di "riesaminare attentamente il caso di Roger Coleman, per fugare ogni dubbio sulle reali responsabilità del condannato, in considerazione del fatto che nel processo non vi è stata un'adeguata difesa ed anche perchè il suo ricorso in appello è stato respinto avendolo i suoi avvocati presentato con un giorno di ritardo".
Il primo ministro Brins ha espresso simpatia per la iniziativa abolizionista ed ha assicurato che avrebbe inoltrato tempestivamente le richieste del P.R. alle autorità del suo paese.
Un appello del Partito radicale è stato rivolto anche al Pontefice Giovanni Paolo II.
"Siamo uomini e donne - si afferma nella lettera - che non sono indifferenti alla terribile attesa che stanno soffrendo i 2.546 condannati rinchiusi nei bracci della morte dei 36 stati della Federazione americana che mantengono la pena capitale. Neanche a fronte di circostanze gravissime, le più alte esigenze di sicurezza e di giustizia terrene possono divenire sentenze o atti di morte da parte degli stati".
Nella missiva al Papa, i radicali hanno preannunciato la presenza, domenica 31 maggio, in Piazza San Pietro all'Angelus, per ascoltare le parole del pontefice. "Crediamo possano levarsi più alte di tutte e raggiungere il cuore di altri uomini in America, perchè la loro giustizia non si attribuisca il diritto di uccidere".