IL CONSIGLIERE DIPLOMATICO AGGIUNTO DEL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Roma, 19 maggio 1992
1. Situazione profughi: dopo l'accoglimento dei 616 profughi bosniaci giunti a Trieste sabato sera (sono stati smistati ed alloggiati a Bellaria vicino a Forlì, Strigno vicino a Trento, Jesolo e Cervignano del Friuli), vi sono altri due treni carichi di profughi con circa 1.700 persone ferme a Zagabria (in realtà i più bisognosi già stati assistiti e trasferiti a Fiume ed in altri centri vicini).
Sulla base anche delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri di questa mattina, la Protezione Civile ed il Ministro per l'immigrazione hanno predisposto centri di accoglienza a Vipiteno, Malles e Bolzano capaci di ospitare circa 700 persone.
2. Iniziative in ambito CEE: a seguito dell'aggravarsi della situazione, l'Italia ha preso domenica l'iniziativa di investire la CEE della questione. In particolare è stata chiesta la:
- convocazione del Gruppo Immigrazione: si è riunito già questa mattina a Lisbona. L'Italia chiede la disponibilità anche degli altri Paesi comunitari a ricevere una quota di profughi nei rispettivi Paesi: a questo fine da parte nostra si è suggerito di associare alle discussioni anche Austria, Ungheria e Svizzera. In questo stesso senso, Vienna propone di ospitare giovedì pomeriggio un incontro a livello funzionari di Italia, Germania, Svizzera, Ungheria, Croazia, Slovenia, CEE, UNHCR e Croce Rossa Internazionale per coordinare l'assistenza dei profughi in loco e definire eventuali quote di rifugiati fra i diversi Paesi:
- convocazione del Gruppo di Intervento Rapido nell'ambito del Gruppo di Trevi: anche questo si è riunito nel pomeriggio a Lisbona. Da parte nostra si propone che la CEE finanzi con i 30 MECU deliberati dall'ultimo Consiglio Affari Generali in favore dei profughi bosniaci la costituzione di campi di accoglienza nelle aree a ridosso delle zone coinvolte gestiti dal Comitato Internazionale della Croce Rossa e dall'UNHCR;
- convocazione straordinaria del Comitato Politico.
3. Negoziati di Pace: le iniziative in ambito ONU e CEE sono attualmente in una fase di stallo:
- in ambito ONU, il Consiglio di Sicurezza ha approvato il 15 maggio scorso la risoluzione 752, che rimane tuttavia a livello di esortazione. Essa fa seguito al Rapporto del Segretario Generale Boutros Ghali sulla situazione nella ex-Jugoslavia, nel quale veniva tracciato un quadro pessimistico sulla capacità dell'ONU di svolgere un ruolo positivo per la cessazione del conflitto;
in ambito CEE la Conferenza sulla Bosnia presieduta dall'Ambasciatore Cutiliero non si era più riunita dall'ultima sessione terminata a Lisbona dal 1· maggio. L'Ambasciatore Cutiliero ha nuovamente convocato le parti per domani a Lisbona.
4. L'Italia si sta dunque muovendo contemporaneamente per sollecitare:
- la ripresa dei negoziati al tavolo della Conferenza sul futuro assetto della Bosnia, per la ricerca di una soluzione politica basata nel principio della inaccettabilità dei cambiamenti di confine con la forza;
- un'azione di solidarietà in favore dei profughi sia bilateralmente che in collaborazione con la CEE e le altre Organizzazioni che operano sul terreno (UNHCR, UNICEF, Comitato Internazionale della Croce Rossa).
In questo contesto va vista la lettera inviata ieri dal Presidente del Consiglio Andreotti al Presidente americano Bush, volta a richiedere un intervento degli Stati Uniti nello sforzo umanitario, come mezzo di pressione anche per favorire il raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo e la ripresa delle trattative ai negoziati di pace.