I deputati eletti nella Lista Pannella, del Gruppo parlamentare Federalista Europeo, Elio Vito, Marco Taradash, Emma Bonino, Roberto Cicciomessere, Pio Rapagnà e Marco Pannella, hanno presentato tre interrogazioni sui gravi problemi del carcere.
La prima interrogazione riguarda la circolare emessa lo scorso febbraio dal dipartimento amministrazione penitenziaria che lede le prerogative dei parlamentari e dei consiglieri regionali in ordine al diritto di effettuare, con persone che li accompagnano, visite senza autorizzazione negli istituti penitenziari (sancito dall'art. 67 dell'ordinamento penitenziario) laddove limita l'accesso dei collaboratori ai soli casi in cui sia possibile dimostrare l'esistenza di un rapporto di "collaborazione professionale, stabile, continuativo...".
La seconda interrogazione concerne il "lavoro carcerario", previsto dall'ordinamento penitenziario al fine di agevolare il reinserimento sociale del detenuto e che oggi non è assolutamente garantito, creando gravi disagi, forti problemi e difficoltà nell'attuazione di qualsiasi efficace misura di risocializzazione.
La terza interrogazione, infine, è sull'ennesimo suicidio di un detenuto tossicodipendente, quello verificatosi a Vercelli di Damiano Condello di 24 anni, ennesima dimostrazione delle particolari condizioni nelle quali versano in carcere i detenuti tossicodipendenti, dell'inadeguatezza delle strutture socio-sanitarie carcerarie e dell'indifferenza che si registra su questo problema.
Elio Vito, primo firmatario delle interrogazioni, ha in merito dichiarato: "Con l'entrata in vigore della Legge Iervolino-Vassalli sulle tossicodipendenze, in carcere tutti i precedenti problemi si sono aggravati e ne sono sorti di nuovi, gravissimi. Di fronte a questa situazione, ai sempre più numerosi suicidi di detenuti tossicodipendenti, all'assenza di una adeguata assistenza socio-sanitaria, all'impossibilità di garantire per tutti il lavoro carcerario, l'unica risposta pare essere quella, inaccettabile, restrittiva delle prerogative parlamentari in ordine al sindacato ispettivo ed in particolare al loro diritto di effettuare visite con accompagnatori negli istituti penitenziari senza autorizzazione. Queste visite sono servite negli anni scorsi ad "aprire" il carcere a qualificate e numerose delegazioni parlamentari e, tramite esse, all'opinione pubblica; non vorremmo, quindi, che si pensasse di poter risolvere i problemi del carcere e dei detenuti tossicodipendenti, non con misure legislative
adeguate, con riforme immediate, ma semplicemente "chiudendo" il carcere."