1. Situazione in Bosnia Erzegovina
Slobodna Dalmacija
Sarajevo - E' partito ieri pomeriggio il convoglio di 22 autobus e un grande numero di macchine piene di donne e bambini trattenuti dai federali a Ilidza (vicino a Sarajevo). Secondo l'accordo di ieri 4 camion dell'UNPROFOR dovrebbero trasportare oggi dalla caserma di Lukovica (sobborgo di Sarajevo) il cibo per i soldati bloccati nella caserma in centro. Metà del cibo è prevvisto per il convoglio. (secondo la Radio Croata, il convoglio è arrivato stamattina a Kiseljak, cittadina musulmana vicina a Sarajevo, situata sulla strada che porta alla costa.)
Un attentato a Colm Doyle - Con una operazione della polizia della BiH è stata salvata la vita dell'inviato speciale di Lord Caringhton, Colm Doyle. Il piano dell'attentato era stato fatto dal colonnello Milisav Gagovic, mano destra del generale Kukanjac, che aveva ordinato per il 12 maggio 1992 di abbattere l'elicottero di Doyle. Pero' uno degli ufficiali della JNA ha informato la polizia bosniaca che potuto fermare questa azione dicendo ai federali che nell'elicottero si trovavano anche alcuni ufficiali della JNA.
Vecernji List
Sarajevo - Il presidente della BiH, Izetbegovic, ha dichiarato ieri alla TV-BiH che si potrà parlare di una eventuale confederazione tra la Bosnia e la Croazia solo dopo la fine della guerra, e che il recente incontro fra i due partiti nazionali bosniaci è stato fatto prima di tutto per ragioni strategiche e militari.
Banja Luka - la mobilitazione generale nella cosidetta "Regione autonoma serba della BiH" è stata proclamata per l'intera popolazione. Coloro che cercano di evitare la mobilitazione sono minacciati con licenziamenti, requisizione degli appartamenti e proibizione di circolare.
POLITICA INTERNA SERBA
Slobodna Dalmacija
Sarajevo - Vedendo che non si stanno realizzando i piani della costituzione della Grande Serbia, Milosevic ha "pensionato" temporeanamente il presidente del SDS bosniaco, Radovan Karadzic, affidando tutto il potere al generale Ratko Mladic (finora incaricato nella regione militare della Krajina croata e responsabile delle operazioni militari per la regione della Dalmazia settentrionale). Il generale Mladic ha subito proclamato lo stato di emergenza e la mobilitazione. Il generale Mladic si trova adesso a Lukavica (caserma di Sarajevo e sta conducendo le operazioni militari di distruzione della città).
SITUAZIONE IN CROAZIA
Vjesnik
Zara - Gli attacchi di maggior violenza proseguono da quattro giorni su Zara (attaccata anche oggi, quindi, quinto giorno). Per fortuna nell'attacco di ieri, è stato segnalato un solo ferito.
Dubrovnik - L'artiglieria contraerea croata ha abbattuto ieri uno dei tre MIG21 che stavano bombardando l'isola di Sipan. Durante i bombardamenti non sono stati segnalati feriti. Il pilota dell'aereo abbattuto è stato arrestato.
Zagabria - Il commandante del settore civile dell'UNPROFOR, Cedric Thornberry, ha dichiarato giovedi, durante la conferenza stampa tenutasi a Zagabria, di essere stupefatto di fronte a quello che ha visto in Croazia, aggiungendo che "qui, nel cuore dell'Europa, stiamo partecipando alla risurezione del diavolo che pensavamo di aver cacciato via durante le ultime due guerre". Ha dichiarato inoltre che "quello che gli estremisti hanno fatto nel settore Orientale (Slavonia Orientale ndt) è un'infamia e una vergogna per i serbi e il loro passato."
POLITICA INTERNA CROATA
Vjesnik
Dimissioni di uno degli ultimi ministri del governo croato (del cosidetto "Governo di unità democratica"),
Ivan CESAR, Ministro senza portafoglio, ha spiegato che ha dato le dimissioni a causa della legge sulle minoranze, che è stata modificata di recente dal Parlamento croato. Dr. Cesar non è pero' l'unico su questa posizioni. Anche l'ex Ministro di Grazia e Giustizia, Bosiljko Misetic, ha dato di recente le dimissioni a causa di questa legge che consente ai serbi della Krajina (Knin, Glina) di eleggere un governo locale, esente di membri locali, visto che sono stati cacciati via con la forza. Cesar si inoltre dichiarato convinto che questa legge non difende né gli interessi dei cittadini croati né delle minoranze. Al contrario, questa legge apre molte possibilità per la destabilizzazione dei rapporti nazionali in Croazia.
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