COMUNICATO STAMPA
Roma, 23 maggio 1992. Questo il testo dell'interpellanza:
"Premesso che:
- secondo dati comunicati dal direttore generale degli istituti di prevenzione e pena, Nicolò Amato, in un'intervista al quotidiano la Repubblica, le persone detenute nelle carceri italiane erano, a fine aprile 1992, 41.600 contro una capienza ottimale di 29.000;
- secondo la relazione sullo stato di attuazione della legge Jervolino-Vassalli in materia di droga, entrata in vigore il 7 luglio 1990, alla data del 31 dicembre 1990 i detenuti erano 24.670, e al 25 settembre 1992 erano già saliti a 32.166;
- secondo quanto ha scritto lo stesso Amato sul quotidiano Il Messaggero, l'incremento medio mensile dei detenuti è di circa 1500 unità, tanto che alla fine del 1992 la popolazione carceraria raggiungerà, in assenza di provvedimenti, l'inaudita cifra di circa 53.000 persone;
- i detenuti riconosciuti ufficialmente come tossicodipendenti erano il 29,6%, al 31 dicembre 1990, sono oltre il 34% oggi;
- di questi quasi la metà sono sieropositivi;
- la Commissione nazionale AIDS afferma che nei casi di LAS e AIDS conclamato il detenuto deve essere tolto dal carcere e ricoverato in ospedale, ma - afferma il dottor Amato nell'intervista citata - "questo non avviene mai";
- circa il 70% dei detenuti è in attesa di giudizio;
per sapere:
- come si intende fronteggiare la situazione;
- se erano stati previsti, dal Governo e dai ministri più direttamente interessati, gli esiti della legge Jervolino-Vassalli quanto all'incremento della popolazione carceraria e del numero dei tossicodipendenti nelle carceri;
- come si valuti il fatto che circa l'80% della popolazione carceraria italiana è composta da detenuti che hanno violato alcune norme della legge sulla droga o che hanno compiuto reati da tossicodipendenti costretti a rifornirsi sul mercato illegale ai prezzi di libero mercato illegale;
- se i ministri interessati non provino vergogna di fronte all'affermazione del direttore degli istituti di pena secondo il quale le carceri italiane stanno diventando "un lebbrosario".
TARADASH, BONINO, CICCIOMESSERE, PANNELLA, RAPAGNA', VITO