"Di fronte alla barbarie un Parlamento risponde alzando ben alta la bandiera democratica, repubblicana, parlamentare, nella sua forza e nella sua normalitā, affermando i suoi tempi e non lasciandosi dettare dalla criminalitā e da quella stampa che, come Repubblica, costituisce la moderna piazza della plebe (e non dell' "agora'"), manovrata dai demagoghi e dai profittatori.
Occorre ormai scegliere, anche politicamente, fra Scalfaro e Spadolini, non solamente fra il Presidente della Camera e quello del Senato.
L'uno, se eletto, andrā al Quirinale solo, spoglio di ogni compagnia di ambiente, di clientela, di potere e di sottopotere, ma non della conoscenza profonda non solamente della legge, delle regole, ma anche dell'amministrazione della giustizia, dell'apparato statale, del mondo politico.
Non legato a confraternite e massonerie, nč confessionali nč laiche, nč finanziarie nč editoriali, nč di partito nč di lobby, sempre determinato e capace di assumersi nei momenti e nei temi pių ardui in modo chiaro, anche se non volgare, le responsabilitā necessarie. E portatore della volontā e della capacitā di assicurare il rispetto delle regole anche per le riforme pių audaci e radicali che coloro cui spetta farle e promuoverle riuscissero a realizzare; portatore della ferma determinazione di non far dipendere la legislatura repubblicana da volontā di fazioni, nella sua durata e nelle sue prioritā.
L'altro ha dalla sua la sua solare umanitā, la sua grande cultura, la straripante e straripata abbondanza di idee e di civiltā, ma anche di appartenenza - nella pratica concretezza degli ambienti, delle persone, degli interessi - al ceto di potere in tutte le sue componenti storiche, politiche, finanziarie, editoriali.
L'uno assicura direttamente, in proprio, la capacitā di terzietā impegnata in importanti e delicatissime situazioni di lacerazione dello Stato, l'altro ne implica l'elusione e la soluzione nei fatti attraverso la nuda contrapposizione degli opposti interessi, corporativi e politici.
Il modo, infatti, in cui si tenta di speculare sulla tragedia infame di Palermo (esattamente come su Via Fani, alcuni anni fa), costituisce oggi essenza stessa dell'alternativa nella quale ci troviamo come "grandi elettori" del Presidente della Repubblica".