Il Soviet Supremo disapprova la guerra distruttiva sul territorio di ex-Jugoslavia che ha portato ad un numero di vittime come non si vedevano in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale, e a milioni di profughi. Il Soviet Supremo della Repubblica Russa si appella ad arrestare la violenza e a non ammettere altro spargimento di sangue in Bosnia ed Erzegovina.
La politica delle autorita' di Belgrado e le azioni dell-ex esercito federale hanno portato, in realta', al genocidio contro i musulmani ed altre minoranze etniche ed ha causato disoppravazione in tutto il mondo.
Il Soviet Supremo si pronuncia per le garanzie immediate dei diritti umani e politici dei popoli di ex-jugoslavia contro la violenta "divisione etnica" o i cambiamenti di confini effettuati con la guerra e il terrore.
Consideriamo utile garantire ai profughi durante le trattative il diritto del ritorno alle loro case.
Nel caso di continuazione della aggressione e violenza il Soviet Supremo pensa che sia utile esaminare, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la questione della introduzione dell'embargo totale alla Serbia e al Montenegro e la chiusura dello spazio aereo e marittimo della ex-jugoslavia alla aviazione e alla marina da guerra fino al momento del ritiro delle truppe dell-ex esercito federale dal territorio della Bosnia Erzegovina e della Croazia.