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Agora' Agora - 29 maggio 1992
CARO PRESIDENTE TUDJMAN ...
ARTICOLO DAL SETTIMANALE CROATO GLOBUS, DEL 29 MAGGIO 92

IL CRIMINE DEL SILENZIO

Ecco la lettera inviata da Washington di Jeri Laber, direttrice esecutiva di "Helsinki Watch", l'organizzazione per la protezione dei diritti umani, che la stampa del regime zagabrese non ha pubblicato.

Le scandalose inchieste, aperte contro alcuni giornalisti croati, che hanno spinto "Helsinki Watch" ad inviare una dura lettera ai governanti croati, non è stata pubblicata nè su "Vecernji list" nè su "Vjesnik", il cui capo redattore, Radovan Stipetic, ha dichiarato che le misure repressive sono arrivate troppo tardi e che avrebbero dovuto essere applicate molto prima.

(Pubblichiamo la lettera integrale di "Helsinki Watch")

Caro Presidente Tudjman,

"Helsinki Watch" saluta gli sforzi positivi del Governo croato contro le violazioni dei diritti umani e le leggi umanitarie avvenuti in Croazia nei mesi scorsi. Ma "Helsinki Watch" è veramente preoccupato a causa delle misure che il Governo croato ha preso allo scopo di rendere impossibile la libertà di parola, di scrittura e di riunione pubblica in Croazia. Soprattutto siamo preocupati per i seguenti casi:

Il vice procuratore distrettuale ha richiesto l'apertura di un'inchiesta contro Milorad Pupovac, presidente del Forum democratico serbo. Il 5 maggio il giudice istruttore della corte distrettuale di Zagabria ha aperto il procedimento. Secondo la dichiarazione dell'ufficio del procuratore della Repubblica, il signor Pupavac sarà accusato di "diffusione di notizie false" e di "disturbare l'opinione pubblica", perché avrebbe dichiarato che in Croazia si battezzano forzatamente i bambini serbi, cosa che viene negata dalle autorità croate.

Ancora: il 21 maggio si è aperta l'inchiesta contro l'opinionista di "Globus" Tanja Torbarina, l'opinionista di "Danas" Jelena Lovric, il caporedattore di "Globus" Denis Kuljis e il presidente di HSP (il partito di estrema destra, ndt.) Dobroslav Paraga. Le persone nominate sono, come si specifica, accusate per "diffusione di notizie false", e alcune per calunnia. Si teme inoltre che saranno accusati anche gli autori di Feral Tribune in "Slobodna Dalmacija" (inserto satirico ndt.), Viktor Ivancic, Predrag Lucic e Boris Dezulovic.

"Helsinki Watch" ritiene che nessun individuo debba essere punito perché ha espresso pacificamente le sue opinioni, indipendentemente dal loro contenuto. Molte persone - includendo anche Lei e gli altri membri dell'attuale Governo - furono arrestate per "delitto verbale", secondo la legge penale dell'ex-SFRJ (Repubblica jugoslava).

"H.W." ritiene che il paragrafo 197 della legge penale - secondo il quale sono accusati Milorad Pupovac e gli altri - continua a considerare l'opinione come un reato. "H.W." ritiene che bisogna abolire tutte le leggi che limitano la libertà di parola e di scrittura.

Certamente, si devono verificare i danni reali che ha subito una "persona privata" a causa di calunnia orale o scritta, o non rispetto della verità o delle testimonianze.

"H.W." ritiene che le autorità non possano utilizzare strumentalmente la legge sulla calunnia per reprimere il dissenso, la critica al Governo o la libertà di parola.

"H.W." ritiene che i governanti croati hanno aperto le inchieste contro i soprannominati giornalisti e le personalità politiche solo a causa delle loro opinioni critiche sul Governo croato. "H.W." reputa che non esiste la base giuridica per le inchieste contro le persone nominate e chiede al Governo croato di fermare tutte la inchieste ed i procedimenti giuridici contro di loro.

Il 5 maggio 1992 a Zagabria era prevista l'assemblea organizzativa della Unione social-democratica (un nuovo partito appena fondato dall'ex Presidente del governo federale, Ante Markovic, n.d.t). L'assemblea era stata annunciata alla polizia e la sala pagata in anticipo. Quando i delegati sono arrivati all'assemblea, è stato detto loro che la sala non si poteva aprire per ragioni tecniche. Gli organizzatori si sono allora rivolti alla polizia locale ed hanno saputo che l'incontro non si poteva realizzare per "ragioni di sicurezza" (era organizzata una dimostrazione contro, ndt.). Su richiesta della polizia circa 300 persone si sono pacificamente allontanate.

"H.W" è preoccupato perché crede che il divieto dell'assemblea dell'Unione social democratica mostri la volontà del Governo croato di soffocare la creazione di un partito di opposizione e la libera espressione di opinioni politiche a sinistra del centro.

Ai primi di aprile la polizia croata ha vietato lo svolgimento della Conferenza internazionale pacifista organizzata dal Comitato anti-guerra croato di Issa (isola dalamata ndt.), dove a tutt'oggi esistono caserme dell'esercito yugoslavo. Secondo alcune fonti l'incontro sarebbe stato vietato per "ragioni di sicurezza". Il Consigliere del Presidente della Repubblica, Mario Nobilo, in una lettera all'organizzatore della Conferenza ha sostenuto che questo incontro non si poteva tenere perché rischiava di essere usato "come pretesto per la repressione da parte delle forze serbe contro il popolo croato nell'isola". Il signor Nobilo anche ha dichiarato che "qualsiasi discussione sullo status militare di questa isola, strategicamente importante, si potrà organizzare solo quando la Repubblica della Croazia avrà il controllo completo sull'isola".

"H.W." stima che la probabilità che un incontro pacifico dei militanti anti-guerra provochi l'attacco delle forze militari nell'isola sia minima. Al contrario, il divieto del Governo croato di discutere, anche genericamente, dello status militare di quell'isola è una violazione del diritto della libertà di parola.

"H.W." è profondamente preoccupato a causa delle misure che poco tempo fa ha adottato il Governo croato al fine di limitare la libertà di incontro, di parola e di stampa, che sembrano orientate a soffocare ogni critica al governo attuale e al partito al potere, questo poco prima delle annunciate elezioni in Croazia.

I membri del Governo, continuamente, tentano di perseguitare i giornalisti indipendenti, le personalità politiche e gli altri identificando tout court le loro critiche con "il tradimento nazionale" e "l'appoggio all'aggressione serba contro la Croazia". "H.W." teme inoltre che le dichiarazioni delle autorità abbiano contribuito a possibili aggressioni contro queste persone da parte di singoli estremisti.

Nei giorni precedenti il Procuratore della Repubblica, Vladimir Seks (già membro della Helsinki federation, in regime comunista, e inquisito all'epoca per delitto verbale, ndt.), ha dichiarato che saranno presto avviate inchieste contro un migliaio di persone per "crimini di guerra" e "delitti verbali".

H.W. vuole che il Governo croato smetta con i "processi alle strege", agli oppositori politici, ai giornalisti e agli altri che si comportano criticamente verso il regime governante oppure un partito politico.

"H.W." considera che i divieti degli incontri politici, le persecuzioni e le intimidazioni con procedimenti giudiziari a giornalisti critici e ad oppositori siano un pericolo per lo sviluppo della democrazia e per il rispetto dei diritti umani in Croazia. "H.W." chiede che il Governo croato rispetti i diritti civili e politici di tutti i suoi cittadini, nonostante le loro opinione politiche, religiose, etniche o nazionali.

"H.W." saluta il risultato positivo conseguito dopo le osservazioni critiche, inviate tempo addietro al Governo croato da parte del comunità internazionale, per il rispetto dei diritti umani.

Crediamo che Lei valuterà attentamente le nostre osservazioni e che vorrà compiere i passi necessari a proteggere i diritti civili e politici dei cittadini croati.

Con stima

Joan Laber, direttrice esecutiva

 
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