LEGGE DROGA: LA "DOSE MEDIA GIORNALIERA" NON HA ALCUN SENSO. QUESTA L'IMPORTANTISSIMA CONCLUSIONE DEI PERITI D'UFFICIO NOMINATI DALLA 5a SEZIONE PENALE DEL TRIBUNALE DI ROMA.DICHIARAZIONE DI VANNA BARENGHI, VICESEGRETARIA DEL CORA.
Roma, 2 giugno - Questa mattina i giudici della 5a sezione penale del Tribunale di Roma, presieduta da Luigi Saraceni, hanno ascoltato le conclusioni del collegio peritale da loro nominato, essendosi dichiarati incompetenti a valutare la "dose media giornaliera" per gli imputati in tre processi per detenzione di eroina, cocaina e hashish. Su questi procedimenti i giudici avevano sollevato varie eccezioni di costituzionalità poi respinte dalla Corte Costituzionale.
Dei quattro componenti il collegio peritale, due erano stamane in aula: la d.ssa Lopez, direttore del reparto tossicologico di Medicina legale del Policlinico di Roma e il dott. Rosati della commissione anti-doping del CONI.
Dalla loro relazione è emerso che non è possibile stabilire una sola "dose media giornaliera" valida in ogni caso. Secondo i periti è possibile, semmai, sulla base di specifiche e approfondite ricerche - che peraltro mancano -, determinare una possibile "d.m.g." relativa ad un certo gruppo ben definito di consumatori.
Per la cocaina, in particolare, i periti hanno aggiunto che non solo non è possibile stabilire una "d.m.g." ma che essa è priva di senso. Manca, inoltre, una sufficiente letteratura scientifica. Secondo alcuni studi italiani il consumo può variare da 0,5 a 3 grammi, mentre studi esteri, condotti su piccoli gruppi di consumatori, indicano un consumo variabile da meno di 100 mg a più di 4 grammi. Sull'eroina esiste invece una letteratura maggiore ma le conclusioni sono le stesse: gli studi indicano consumi medi varianti da 80 a 240 milligrammi (e non è corretto assumere la quantità di 160 mg come media).
I giudici si sono presi ora qualche tempo per approfondire le conclusioni dei periti. Le nuove udienze sono fissate il 24 giugno prossimo, per quanto riguarda i processi per detenzione di eroina e cocaina, e il 28 settembre per il processo per possesso di hashish.
Al termine dell'udienza, Vanna Barenghi, vicesegretaria del CORA, ha dichiarato: "La legge sulla droga è nata nella tragedia, è cresciuta nel grottesco e ora sta morendo di ridicolo. Anche i giornali che l'avevano sostenuta al tempo della sua approvazione, dopo due anni di applicazione, cominciano a prenderne le distanze. Per non parlare dei magistrati, dei medici, dell'opinione pubblica. Siamo convinti che anche i politici che più si sono impegnati per questa legge vorranno considerare l'opportunità di cambiare strada. Tutti possono sbagliare, ma c'è un limite oltre il quale non si può perseverare".