L'amministrazione comunale di Teramo insiste nel prevedere la costruzione, sulle sponde dei fiumi Tordino e Vezzola - che incorniciano il centro storico -, del cosiddetto Lotto Zero (una strada a scorrimento veloce, variante della SS 80) di tre parcheggio, in zona San Giuseppe, San Francesco, San Gabriele, comprensivi di ulteriori manufatti, da adibire a servizi, commercio e impianti sportivi e, per ultimo, di una strada abusiva. Sulla vicenda, più volte evidenziata dai consiglieri radicali, i deputati eletti nella Lista Pannella - primo firmatario Marco Pannella, seguono Pio Rapagnà, Emma Bonino, Roberto Cicciomessere, Marco Taradash ed Elio Vito - hanno rivolto una interrogazione ai ministri delle Finanze, dei Beni Culturali ed Ambientali, dell'Ambiente e dei Rapporti con le Regioni, depositata ieri. "La Costruttori Teramani Srl - documentano gli interroganti - ha realizzato una strada a ridosso del fiume Vezzola, in zona protetta dalla legge, su area demaniale per uso assolutamente privato. Questa opera
non era stata autorizzata e le associazioni ambientaliste ottenevano dal comune una ordinanza per la riduzione in pristino. Il 10 marzo scorso, invece, l'Intendenza di Finanza concedeva l'uso del suolo demaniale e, qualche giorno dopo, la Regione Abruzzo, avendo incassato 12,5 milioni a titolo di sanzione pecuniaria, concedeva la sanatoria. Il 30 dello stesso mese il sindaco di Teramo rilasciava la concessione in sanatoria, violando la legge poichè la strada non è conforme a quanto previsto dagli strumenti di pianificazione urbanistica. La Sopraintendenza ai Beni Ambientali de L'Aquila - a cui l'atto della Regione è stato trasmesso per competenza - ne ha chiesto l'annullamento ed il ministero dell'Ambiente si è impegnato a vigilare sulla situazione." Il gruppo parlamentare Federalista Europeo è convinto dell'emblematicità di questo caso della strada abusiva sul Vezzola per come viene vilipeso, con tutta evidenza, lo stesso principio di legalità e per questo gli interroganti chiedono di sapere: "se si intend
a porre rimedio all'operato dell'Intendenza di Finanza di Teramo che autorizza l'abusiva occupazione di aree demaniali di interesse paesistico; se non si ritenga necessario annullare l'atto della Regione Abruzzo; se non si ritenga di dover agire energicamente sull'ente delegato - la Regione - per impedire costruzioni abusive che potrebbero avere legittimazione postuma; se non si ritenga di dover censurare l'uso distorto del potere amministrativo; se non si intenda intervenire per controllare e verificare quanto si vuol realizzare sulle sponde dei fiumi teramani e sospendere, intanto, i lavori in corso; se - infine - non sia inquietante che le autorizzazioni concesse dalle amministrazioni pubbliche teramane o abruzzesi tendano a minimizzare conseguenze giuridiche, anzichè tutelare l'ambiente e ripristinare la legalità."